Dopo le polemiche, Massimo D'Alema ridimensiona il tutto: "Chiedo scusa per l'equivoco"

massimo d'alema torna a parlare di matrimoni gay

Il video di Massimo D'Alema che vi abbiamo mostrato ieri ha scatenato una serie di polemiche non da poco e un moto di indignazione da parte del mondo Lgbt. Il passaggio infuocato sul quale si sono accanite le associazioni gay è stato soprattutto

"come è previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, è l'unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione. Tra l'uomo e la donna, questo dice la Costituzione"

Ma il presidente del Copasir ed esponente del Partito Democratico non vuole essere equivocato e cerca di spiegare la sua posizione, sottolineando come tutta questa polemica nata sia esagerata e che da sempre lui ha sostenuto i diritti degli omosessuali:

Ieri sera era in programma una specie di resa dei conti, ad una festa a Bologna ma il tutto si è risolto con una stretta di mano pubblica e pace fatta.


"Chiedo scusa per l'equivoco. Può darsi che i miei riferimenti al testo costituzionale siano stati rozzi, che non mi sia espresso con chiarezza. Non ho mai detto che la Costituzione impedisce il matrimonio omosessuale. Ho detto che siamo in un Paese con una storia e una tradizione. Nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti con un ragionevole compromesso tra l'allargamento dei diritti per persone che convivono e la sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato. Non ho la remora di definire il matrimonio un sacramento"

D'Alema si è però risentito che siano state mandate sul web solo poche immagini di un discorso, in verità durato ore e ridotto a pochi minuti. Le reazioni alle sue parole, del resto, erano state giustamente veementi. Così aveva commentato il tutto Paolo Patanè:

"D'Alema finge di dimenticare che non esiste nessuna relazione tra matrimonio e procreazione, perché il matrimonio non è diritto esclusivo delle coppie che possono procreare. Poi confonde tra matrimonio civile e religioso, dimenticandosi che esiste una differenza tra cittadini e credenti e tra Stato e Chiesa. E infine dimentica la sentenza della Corte costituzionale 138 del 2010, che parifica i diritti delle coppie conviventi dello stesso sesso a quelli delle coppie coniugate eterosessuali"

E anche Paola Concia aveva espresso la sua opinione molto chiaramente:

"Caro D'Alema, la tua dichiarazione sui matrimoni gay è la prova provata che non sei un cinico, come vieni sempre descritto, altrimenti non avresti detto quelle corbellerie. Forse ti sei sentito un cinico perché pensavi di sedurre l'Udc, ma sappi che Casini quel matrimonio con te, non lo vuole proprio fare. Questo modo di fare politica non aiuta certo il Partito Democratico; al contrario non fa altro che avvelenare i pozzi"

Via | Unità

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