Matrimonio religioso lesbico nel padovano: polemiche e punti di vista

Matrimonio religioso lesbico nel padovano: polemiche e punti di vistaDon Franco Barbero è solito celebrare matrimoni omosessuali, come abbiamo segnalato più volte su Queerblog. Per don Barbero quello che è importante è l'amore tra due persone, indipendentemente dal loro sesso. Si potrà obiettare che, alla fine, questi matrimoni religiosi non sono validi “per la causa”. Senza dubbio non hanno alcun valore civile, ma, d'altro canto, hanno un innegabile valore per chi si sposa e aiutano a rendere visibile la normalità dell'amore omosessuale.

Agli inizi di settembre don Franco Barbero ha unito in matrimonio due donne sui Colli Euganei: un momento di festa e una celebrazione dell'amore. La stampa ha parlato positivamente del matrimonio, mentre, com'era prevedibile, la curia di Padova, pur riconoscendo che esiste l'amore tra persone dello stesso sesso (come sono umani, direbbe Fantozzi) ha subito precisato che “l’amore sponsale rimanda all’amore biblicamente definito come unione tra un uomo e una donna”. Don Barbero, con la schiettezza che gli è propria, non ha esitato a scrivere una lettera aperta al vescovo di Padova – Mons. Dr. Antonio Mattiazzo, come leggiamo sul sito della diocesi. Ecco alcuni stralci della lettera:

Ciò che un vescovo può dire rispetto alle persone omosessuali, si sa già prima che lui apra la bocca; ma io voglio solo proporLe due riflessioni. Come può dichiarare invalido questo atto quando la sua validità non dipende né da Lei né da me, ma dalla realtà del dono che Dio ha accordato a queste due donne? E se imparassimo a scoprire i mille modi in cui Dio fa scorrere l'amore in tutte le “arterie” del mondo? Il rischio è quello di ripetere regole ecclesiastiche che la scienza e l'esegesi storico-crtitica hanno sepolto da decenni. Dio non si ferma alle mappe della nostra chiesa. Ma, signor vescovo, io Le chiedo di partecipare a questa gioia. Voglio dirLe che ormai milioni di gay e lesbiche vivono senza contraddizione l'esperienza di fede e l'esperienza dell'amore omosessuale, in tutta pace, sotto il sorriso di Dio. È davvero un tempo nuovo, un tempo di grazia: sono cristiani e cristiane adulti/e, che finalmente non hanno più bisogno di chiedere permesso. Ne incontro a decine di migliaia [...] Davvero il Vangelo libera, responsabilizza, fa crescere, alimenta l'amore. Perché Lei non partecipa a questa gioia nel vedere che esistono questi cristiani e cristiane usciti/e dalla minore età? Si tratta di discepoli del nazareno più autonomi, meno “pastorizzati”, più felici di essere ciò che sono e più capaci di assumere la responsabilità di un amore profondo e fedele. Le esprimo queste riflessioni in evidente e aperto dissenso, con rispetto e con viva cordialità.

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