La memoria che non c'è: Natalia di Fausta Cialente

Fausta Cialente

Vi sono talenti che nessuno sembra ricordare, pagine bellissime che muoiono sul far dell’alba, romanzi straordinari che misteriosamente si dimenticano come non fossero mai esistiti. Un destino che si abbatte più frequentemente sulle donne e le loro opere. La storia della letteratura è del resto piena di libri relegati negli scaffali più alti ed irraggiungibili, dove titoli, una volta salutati come assoluti capolavori, sbiadiscono o si dissolvono per l’improvviso, ma costante disinteresse di critici e lettori. Fausta Cialente e il suo appassionato romanzo Natalia né sono un fermo esempio. Pubblicato per la prima volta nel 1929 e vincitore del premio dei Dieci, presieduto da Massimo Bontempelli, Natalia racconta, tra slanci lirici e rapimenti vertiginosi in cui sogno e realtà, menzogna e verità si rincorrono fino a farci perdere in un colpo solo fiato ed orientamento, dell’amore di due giovani ragazze. Un amore che riserverà più sorprese e capovolgimenti, aprendo alla protagonista nuove ed inaspettate strade.

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