Israele concede per la prima volta la cittadinanza al coniuge non ebreo di una coppia gay

Joshua Goldberg, a sinistra, con Bayardo AlvarezDopo un rifiuto iniziale e dinanzi alla possibilità di una causa, il Ministro degli Interni israeliano ha concesso la nazionalità a Bayardo Álvarez, marito di Joshua Goldberg (in foto). È la prima volta la cosiddetta legge del ritorno – che riconosce la cittadinanza israeliana ad ogni ebreo del mondo (e al suo coniuge, sia o non sia di fede ebraica), sulla base dell'appartenenza religiosa, purché si trasferisca in Israele con l'intenzione di viverci e di rimanervi – viene applicata a una coppia omosessuale.

Goldberg (ebreo) y Álvarez (non ebreo), sono due cittadini statunitensi sposati in Canada, che hanno deciso di stabilirsi in Israele, proprio sulla base della legge del ritorno. La cosa in sé non sembrava problematica, dal momento che Israele, pur non celebrando matrimoni tra coppie dello stesso sesso nel suo territorio, riconosce quelli celebrati dai suoi cittadini in quei luoghi in cui è possibile, come Canada o in Spagna, per esempio. La coppia ha iniziato tutta la trafila a gennaio e fin da subito è loro sembra chiaro che il Ministero degli Interni non era disposto a fornire una riposta. A giugno la coppia si è trasferita in Israele e, mente Goldberg ha ricevuto immediatamente la cittadinanza, a suo marito è stato dato solo un permesso di residenza. Dopo una dura battaglia legale, però, la coppia l'ha avuta vinta e ora sono entrambi cittadini israeliani. La vittoria di Bayardo Álvarez e Joshua Goldberg è stata salutata come un gran momento per l'uguaglianza di tutte le coppie, sia di sesso diverso che uguale. Ma, secondo una portavoce del Ministero degli Interni, la decisione particolare non significa che, in automatico, venga estesa a tutte le coppie dello stesso sesso.

Come ben sapete, Israele non permette la celebrazione di matrimoni civili: solo le confessioni religiose sono autorizzate a celebrare nozze. Se una coppia etero israeliana desidera contrarre matrimonio civile, deve sposarsi all'estero e poi chiederne la registrazione in Israele. Solo dal 2008 esiste la possibilità che due cittadina israeliani, a patto che non siano considerati ebrei secondo la legge mosaica, possano contrarre matrimonio non religioso nel proprio paese.

Nel 2006 cinque coppie gay di nazionalità israeliana, sposatesi in Canada, chiesero la registrazione del loro matrimonio in Patria. La Corte Suprema del paese ha dato loro ragione e ha obbligato l'amministrazione civile al riconoscimento delle nozze. C'è così il paradosso che, mentre Israele non celebra matrimoni tra persone dello stesso sesso nel suo territori, le coppie gay sposate all'estero sono riconosciute.

Foto | Haaretz

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