I fatti LGBT più importanti del 2013

Com'è stato il 2013 per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali? Ecco un rapido sguardo.

I fatti LGBT più importanti del 2013

Stilare un elenco dei principali avvenimenti LGBT di un anno non è facile, perché a ben guardare, sono tantissimi e tutti importanti: il coming out del vip non è più importante del coming out che fa una persona che non conosce nessuno. Entrambi contribuiscono alla creazione di un mondo più equo. E questo vale per tutti gli eventi, piccoli o grandi, avvenuti in questo 2013. Ne sottolineiamo alcuni, invitandovi a dire la vostra nei commenti.

Oltre ai coming out di cui abbiamo diffusamente parlato, una notizia che ci ha accompagnato nel corso dell’anno è stata quella dell’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso in giro per il mondo. Per citare alcuni stati che hanno approvato il matrimonio ugualitario nel corso di quest’anno: Uruguay, Nuova Zelanda, Francia, Regno Unito, Rhode Island, New Mexico, Utah, Delaware, Maryland.

Nel mese di gennaio hanno fatto scalpore le parole di Christian De Sica che, senza mezzi termini ha affermato: “Preferisco le nozze gay ai cardinali pedofili”.

Febbraio 2013 è stato dominato dalla polemica (in Italia siamo bravissimi a fare polemiche, no) in merito alla partecipazione della coppia gay formata da Stefano e Federico a Sanremo: ne abbiamo sentite di tutti i colori in merito!

A marzo, mentre uno studio inglese confermava che coppie gay e coppie etero crescono i bambini allo stesso modo, Lech Wałęsa, Nobel per la Pace nel 1983, andava apertamente contro i diritti della comunità gay e ha sempre sostenuto di non dover chiedere scusa a nessuno per le sue parole.

A maggio c’è stata un’amara vittoria per i diritti delle persone LGBT italiane: è stata riconosciuta, infatti, l’assistenza medica anche al compagno gay dei parlamentari. E solo a loro. Gli altri gay comuni devono continuare ad arrangiarsi in Italia. Il 22 dello stesso mese moriva don Andrea Gallo, da sempre a favore dei diritti degli emarginati e del popolo LGBT.

Agli inizi del mese di giugno è trapelata la notizia che papa Francesco avrebbe ammesso la presenza di una lobby gay in Vaticano. Il 22 dello stesso mese si è tenuto il Gay Pride nazionale a Palermo e alcuni giorni dopo, il 20, Putin ha firmato la controversa legge russa che vieta la “propaganda” omosessuale davanti a minori.

A luglio è sempre papa Francesco a fare notizia, con la sua ormai celebre frase: “Chi sono io per giudicare i gay?”.

Agosto purtroppo ha visto il suicidio di un adolescente romano, che si è tolto la vita perché vessato dalla sua comitiva per via del proprio orientamento sessuale.

A settembre è scoppiata la bomba con le dichiarazioni di Guido Barilla ai microfoni della Zanzara: lui non userebbe mai una famiglia gay per la promozione della pasta. La polemica varca i confini nazionali e diventa un caso mondiale, con vip che esortano al boicottaggio dei prodotti Barilla in tutto il mondo.

A ottobre un altro gesto disperato nella Capitale: un ventunenne si è ucciso gettandosi dall'undicesimo piano di un palazzo. Prima di uccidersi ha lasciato un messaggio con su scritto: “Sono gay”. Sempre a ottobre, giunge la notizia che la giustizia cilena ha condannato all’ergastolo Patricio Ahumada, l’assassino di Daniel Zamudio. Ha comminato poi pene tra i sette e i quindici anni ai complici.

A novembre è ancora il Vaticano a tenere banco: la Santa Sede, infatti, ha iniziato a consultare sacerdoti e vescovi di tutto il mondo sulle loro posizioni in merito al matrimonio ugualitario e al divorzio, per discutere l’insegnamento della chiesa cattolica sulla pastorale familiare.

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