La denuncia di una sportiva: anche gli USA discriminano i gay

Avery Stone, giocatrice di hockey, denuncia dalle colonne del Washington post l'omofobia verso gli atleti USA.

La denuncia di un'atleta: anche gli Usa discriminano i gay

La Russia è, giustamente, nell'occhio del ciclone per una questione di diritti umani, ovvero diritti civili gay, Putin ha firmato una legge omofoba, fra poco il Paese che presiede ospiterà le Olimpiadi.

Avery Stone, una giocatrice di hockey che milita per la squadra dell'università di Amherst, però, avverte: anche negli Usa gli atleti vengono discriminati. Un suo commento è stato affidato alle colonne del Washington Post e sta facendo il giro del mondo.

Se alcune scelte, prima fra tutte quella di far rappresentare la squadra di atletica americana che arriverà a Sochi, da Billie Jean King, hanno ottenuto il plauso della comunità LGBT, non bisogna abbassare la guardia: la discriminazione non risparmia nemmeno la più potente nazione del mondo, all'avanguardia su queste tematiche, la Stone sostanzia il suo intervento con i dati di una ricerca del 2012, dove si evince quanto gli atleti gay, bisessuali e transgender negli Usa subiscano il doppio degli abusi rispetto a quelli eterosessuali, senza contare che molti di sportivi omosessuali vengono pressati affinché nascondano la loro identità sessuale. Queste la parole della Stone:

Gli atleti gay, e coloro che sono sospettati di esserlo, devono ancora affrontare discriminazioni ed esclusione in tutti gli Stati Uniti. Giuridicamente, abbiamo più libertà, ma il mondo dello sport negli Stati Uniti non è molto più illuminato di quello dei nostri opponenti a Sochi.

Nell'editoriale la Stone ha anche evidenziato che:

Ora il mio Paese è pronto al faccia a faccia contro la Russia ancora una volta. Ma questa volta, la posta in gioco sono superiori in oro o argento medaglie. Il focus sulle violazioni della Russia dei diritti civili dei suoi cittadini gay ha reso Sochi un test di forza morale oltre che fisica.

Via + foto | HP

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