Omosessuale e gay: la storia dietro le parole

C'è qualche differenza tra i termini “omosessuale” e “gay”?

Omosessuale e gay: la storia dietro le parole

Omosessuale. Gay. Il primo termine è più in sintonia con il mondo scientifico. Il secondo è più prossimo alle espressioni culturali delle varie persone. I termini omosessuale e gay sono quelli che vengono più usati per indicare quanti amano persone del proprio stesso sesso. Qual è la storia dei due termini? E perché molti di noi preferiscono il termine gay a omosessuale?

Sembra che il termine omosessuale sia comparso nel secolo XIX. Per alcuni, il primo uso di omosessuale è da trovare tra i vittoriani inglesi che con questo termine indicavano fondamentalmente quanti erano attratti da persone del loro stesso sesso, anche se spesso era usato insieme ad alcuni giudizi di valore come “immorale”, “stupidaggine”, “malattia” e via dicendo. Altri individuano la nascita del termine omosessuale nella Germania del 1849, con una sfumatura più clinica ma non per questo più positiva. L'omosessualità veniva considerata un disturbo mentale e lo stesso Freud la descriveva come il risultato di un conflitto durante lo sviluppo dell'identità sessuale, conflitto durante il quale l'uomo si identificava con il sesso femminile e iniziava a provare attrazione per altri uomini “molto” maschili.

Qualunque sia la patria del termine, finì che l'omosessualità entrò a far parte delle infermità inserite nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) fino al 1973 quando l'Associazione Americana di Psichiatria decise di toglierlo dal Manuale e invitò a rifiutare ogni legislazione o misura discriminatoria nei confronti dell'omosessualità. Solo nel 1990, il 17 maggio, come è noto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità fece proprio quest'invito e depennò definitivamente l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali (è per questo che il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia).

Al giorno d'oggi, il termine omosessuale è preferito dai settori più conservatori (tanto politici come religiosi), che fanno leva sul residuo vittoriano e psichiatrico del termine. Si può trovare il termine omosessuale anche in alcuni studi statistici, specialmente su quelli che trattano l'evoluzione dell'AIDS e delle malattie sessualmente trasmissibili in genere.

Contrariamente a quanto normalmente si suppone, l'origine della parola gay è ben più antica di omosessuale. Ci sono varie teorie in merito: la si fa provenire dal provenzale gai (che significa allegro o birbante), come anche dal francese gai che, a sua volta, deriverebbe dal gaius latino (spensierato, allegro, contento). C'è anche chi lo fa derivare direttamente dal latino gaudium, gioia. In ogni caso, intorno al 1500 la casa dei Borbone – soprattutto i Borbone di Francia – sviluppò un gusto particolare per il lusso eccessivo, l'ostentazione, i modi affettati e le buone maniere. Per questo loro stile di vita, verranno bollati come “allegri e molto femminili” (in sintesi: “molto gay”) dai loro eterni rivali, gli inglesi. Successivamente, nell'Inghilterra vittoriana (tanto per cambiare...) il termine gay iniziò ad essere usato in riferimento ai prostituti omosessuali, per il modo allegro in cui vivevano e la particolare cura che ponevano nell'abbigliamento.

Negli anni Settanta del secolo scorso, quando le minoranze sessuali hanno iniziato a farsi sentire, si è preferito farsi chiamare gay per evitare di essere etichettati come malati e, anche, per esprimere che si era contenti del proprio orientamento sessuale.

Negli Stati Uniti d'America il temine gay venne usato pubblicamente come sinonimo di omosessualità nel 1938, nel film Susanna! con Katharine Hepburn e Cary Grant. Costretto a indossare un négligé Cary Grant si giustifica dicendo: “Because I just went gay all of a sudden!" (“Perché sono diventato improvvisamente gay!”). Ovviamente, in italiano gay non c'è e al suo posto troviamo pazzo.

Al giorno d'oggi il termine gay viene usato, soprattutto nei paesi di lingua inglese e, tra questi, negli USA, per indicare sia gli uomini che le donne. In Italia, come nei paesi di lingua spagnola, con gay si indica soprattutto l'uomo, mentre le donne sono indicate con lesbiche.

Via | Sentido G (libero adattamento)
Foto | Procsilas Moscas

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: