I funerali di Andrea, transessuale, celebrati al femminile

Nessuno ha reclamato il corpo, come prevede la procedura, officiati alla Chiesa del Gesù da Giovanni La Manna ed Enrico Feroci, che così hanno deciso di salutarla

Se ne va Andrea Quintero, che con il suo corpo, quel corpo che nessuno ha reclamato dal suo Paese d'origine, e il suo stesso esistere è stato un simbolo di rinascita, di possibilità.

Come molte persone trans, che non si trovano accolte dal sistema - malgrado io non conosca personalmente le sue vicissitudini, se non per i giornali - Andrea ha dovuto vivere per strada, e sulla strada è morta, finita a bastonate, ferocemente, sul binario 10 della Stazione Termini.

“Doppiamente discriminata, ha detto Vladimir Luxuria, che l'ha conosciuta, come homeless e come transgender”. Andrea Quintero, solo 31 anni, di cui 4 trascorsi a dormire fra le stazioni romane, veniva dalla Colombia.

Al funerale, officiato da Padre Giovanni La Manna, presidente del centro Astalli per i rifugiati, e da don Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, nella Chiesa del Gesù, era presente anche la Ministra Keynge.

Per la prima volta, come ha sottolineato il Sindaco della Capitale Ignazio Marino, l'omelia funebre della giovane trans è stata celebrata al femminile,
Andrea così avrebbe voluto. Vladimir Luxuria, ha notato:

Ma questa cerimonia bellissima, nella quale i sacerdoti ne hanno sempre parlato al femminile, è il lascito storico di Andrea. Abbiamo avuto un Papa che ha detto: chi sono io per giudicare? E quello di oggi è un passo da gigante, un segno di rispetto che arriva da sacerdoti impegnati ad accompagnare gli ultimi, sull’esempio di Francesco.

Un segno tardivo forse, ma pur sempre colmo di speranza, non abbandonare nessuno, non lasciare fuori nessuno.

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