Milano gay friendly? Per l'assessore Majorino si all'emergere del mondo Lgbt, no ai quartieri ghetto

pierfrancesco majorino milano gay friendly

Molte volte, quando sento amici di Roma o di altre città, si pronunciano in favore di Milano e della sua libertà mentale rispetto alla tematica Lgbt. Milano, spesso, vince dal confronto con la Capitale in base alle discriminazioni: la città di Sant'Ambrogio sembra quasi essere l'Eden della comunità gay. Ma è davvero così? Io ci vivo da parecchi anni e ammetto, per mia fortuna, di non aver mai assistito ad atti o azioni di omofobia. Forse è anche per il quartiere e la zona in cui vivo (centro, nelle vicinanze di Corso Buenos Aires), ma tra vicini, persone incontrate e conosciute, nessuno ha mai mostrato sorpresa o indignazione quando hanno saputo della mia omosessualità.

Non dipende sicuramente solo dal luogo ma anche dalla fortuna, su questo siamo d'accordo. Perchè questa lunga premessa? Per raccontarvi del pensiero dell'assessore Majorino che, intervistato da Klaus Davi e come riportato dai colleghi di 02blog, ha espresso la sua apertura nei confronti del popolo Lgbt e contro ogni genere (qualsiasi) di discriminazione. Il suo pensiero riportato evidenzia una bocciatura di un quartiere apertamente gay (è contrario ai ghetti, a piccoli quartier nel quale limitare la vita e movida gay). E consiglia alla comunità gay di emergere per far arrivare Milano ad un livello di metropoli come quella di New York.

Infine, un interessante appello agli stilisti di moda: è ora che dicano quello che pensano e che si sveglino di questo argomento. Partendo dal fatto che, se qualcuno di voi è di Milano, Porta Venezia è una zona abbastanza gayfriendly, siete d'accordo con l'opinione dell'assessore Majorino? O vorreste che, in ogni città, piccola o grande che sia, ci possa essere una piccola zona o un quartiere apertamente gay?

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