Daniele Vanni si giustifica per il video del Tg: "Non sono omofobo, era una battuta infelice!"

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Proprio ieri vi abbiamo mostrato il video del servizio del Tg di Lucca, nel quale, il giornalista Daniele Vanni si era lanciato in critiche e voluta censura sulle immagini di Miss Trans Italia. La notizia ha fatto il giro del web, provocando polemiche e mail da parte anche di voi utenti, giustamente indignati dalle immagini.

Sono arrivate le scuse della redazione e del Tg che prendono distanza dalla parole del loro collaboratore:

"La proprietà di questa emittente, all’unanimità, ha deciso di chiedere al sig. Vanni, per le sue dichiarazioni, le scuse pubbliche e contemporaneamente le immediate e irrevocabili dimissioni dal Suo incarico, ritenendo intollerabile nella forma e nel contenuto i giudizi espressi nei confronti delle manifestazioni sopracitate"

Ma Vanni non ci sta e, in un'intervista, afferma di non essere affatto omofobo, anzi... Come potete leggere sul sito "Lo schermo", ecco come si giustifica per non aver mostrato le immagini del concorso Miss Trans Italia:

"La mia è stata una battuta infelice. In realtà noi quelle immagini non le avevamo"

Insomma tutto quel discorso che avete sentito, sarebbe solo una "battuta infelice". E lo ribadisce ancora:

"Per parlare in video sono necessarie delle immagini e in casi del genere si cercano sempre delle scuse. Se volete l'essenza di tutta questa situazione, ve la do: non sono un omofobo. Sono stato ieri sera a cena con i rappresentanti della comunità di Torre del Lago, sono con me tutt'ora mentre stiamo parlando. Sono sempre stato impegnato, sono un ex sessantottino, per anni sono stato l'addetto stampa degli invalidi civili e ho fondato il gruppo dei giornalisti per l'ambiente. È stata solo una battuta infelice"

E le dure parole verso Torre del Lago, meta gay italiana? Il problema d'ordine pubblico?

"Perché lo è. Stanno avvenendo delle azioni pericolose, anche la stessa segretaria della comunità lesbica è stata posta sotto assedio. Ho definito pericolosa la situazione in toto. Sono evidenti e conosciuti i problemi di droga e prostituzione presenti nella zona"

Insomma, un continuo equivoco, anche perché lui è anche psicologo oltre che giornalista:

"L'omosessualità non è una malattia. Sono uno psicologo e so che non si può definire 'malato' un omosessuale, né attaccarlo per la condizione stessa come non si attaccherebbe un soggetto nevrotico o psicotico. Le mie parole sono state travisate. Mi dispiace molto che alla mia età mi debba essere riservato un simile trattamento. Ho seguito rivoluzioni e una certa ideologia politica da sempre, per un uomo dovrebbe parlare la sua vita"

Ora avete tutto chiaro? Scherzava, era una battuta infelice che non abbiamo capito. Bene. Ora vi state scompisciando dalle risate immagino...

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