Rodolfo II d'Asburgo, l'imperatore bisex del Sacro Romano Impero

A Rodolfo d'Asburgo, grande protettore delle arti, si deve la rinascita di Praga che, sotto il suo governo, divenne un importante centro culturale.

Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero

I suoi titoli sono innumerevoli, tutti importanti, anche se il più altisonante rimane senza dubbio quello di Imperatore del Sacro Romano Impero. Un ruolo che ricoprì per quasi quarant'anni, tuttavia il suo prestigio come monarca di così tante terre e luoghi e popoli è incerto, in bilico ancora oggi tra lo sprezzo di alcuni, l'ammirazione di altri.

Nipote del leggendario Carlo V, Rodolfo trascorse l'adolescenza alla corte spagnola, un ambiente rigido e pomposo nel protocollo, buio spesso nei suoi propositi. Al suo ritorno a Vienna (ben più sciolta di usi e costumi rispetto a Madrid), il giovane arciduca si trovò come un pesce fuor d'acqua.

Grande era il suo amore per le arti (fu uno straordinario mecenate e grazie a lui Praga divenne un importantissimo centro culturale in Europa) ed il suo entusiasmo per l'alchimia e l'occultismo (tipico di molti principi del periodo). Soggetto a crisi depressive come molti altri membri di casa Asburgo, Rodolfo II ebbe, almeno secondo lo storico A. L. Rowse, relazioni sia con uomini che con donne. Celebri le sue liaison con il ciambellano di corte Wolfgang von Rumpf ed il valletto Philip Lang, odiatissimo dai cortigiani per la sua straripante insolenza ed inestinguibile sete di potere. Sete di potere che in buona parte doveva possedere anche Mattia, fratello di Rodolfo, che ad un certo momento costrinse l'Imperatore sempre più solo e depresso a cedergli il governo della Boemia, esautorandolo così di ogni potere e lasciandogli di fatto solo il titolo onorifico di Imperatore del sacro Romano Impero, titolo che del resto ereditò con la morte di Rodolfo avvenuta nel luglio del 1612.

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