Tiberio, la bisessualità e il mito di Capri

Un imperatore capace e intelligente, bistrattato da storici illustri come Tacito e Svetonio, ma rivalutato oggi dalla storiografia moderna.

L'imperatore Tiberio

La popolarità di Tiberio alla sua morte era pressoché inesistente. Odiato dai ricchi e dai poveri in egual misura (almeno secondo alcuni storici forse non del tutto imparziali), l'imperatore aveva tuttavia conquistato, soprattutto come generale, terre importanti come la Pannonia e la Dalmazia, ridefinendo le frontiere dell'Impero.

Adottato da Augusto di cui aveva sposato la figlia Giulia (un rapporto difficile, vista la promiscuità esibita sfrontatamente dalla donna), Tiberio gli succedette nel settembre del 14. Uomo malinconico, ma intelligente ed abile si adoperò per mantenere stabile ed interi i vasti possedimenti di Roma ed oggi, proprio in virtù di questa sua politica accorta e lungimirante, molti studiosi contestano il ritratto negativo disegnato da Tacito e Svetonio che per secoli ha fatto scuola.

La sua bisessualità era ben nota ai suoi contemporanei, tanto da far fabbricare (e diffondere) storie e leggende sui suoi lussuriosi festini sull'isola di Capri, dove l'imperatore si era ritirato a vivere da tempo. A lui succederà il ben più famigerato Caligola che, secondo alcune voci, l'avrebbe soffocato già moribondo con l'aiuto del prefetto Macrone.

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