John Singer Sargent e i circoli gay di Parigi e Venezia

Considerato il più grande ritrattista della sua epoca, l'americano John Singer Sargent ebbe, almeno secondo l'amico e collega Jacques Emile Blanche, una vita privata particolarmente vivace.

John Singer Sargent

I suoi ritratti squisiti e rarefatti di donne del bel mondo e quel suo occhio impeccabile che indugiava sul lusso di un'epoca sul viale del tramonto lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Una fama che perdura, ma che venne contestata dalle avanguardie del Novecento, snobbata da critici importanti come l'inglese Roger Fry ed indicata come anacronistica da pittori che facevano del Cubismo il loro punto di partenza. Tuttavia il talento di Sargent è indiscutibile ed i suoi ritratti ci conducono dritti ad un altro genio della pittura come Velazquez che tanto l'ha influenzato.

Americano, ma nato per caso a Firenze (i ricchi genitori si spostavano da una città all'altra della vecchia Europa), John Sargent (1856-1925) crebbe in un clima ricco di fermenti, dove la passione per la pittura si fece sentire molto presto. Parigi, Londra, Venezia, New York, la sua geografia privata e professionale fu vasta ma esclusiva, con i più bei nomi del jet set internazionale che facevano a gara per mettersi in posa davanti al suo celebre cavalletto.

Amico di Robert de Montesquiou (figura che ispirò anche Marcel Proust) e del principe di Polignac, marito omosessuale dell'ereditiera Winnaretta Singer, Sargent ebbe, almeno secondo l'amico e collega Jacques Emile Blanche, una intensissima vita privata. La sua omosessualità, sosteneva infatti il pittore, era ben nota sia nei circoli gay di Parigi che di Venezia, dove il nome del ritrattista risvegliava, durante i suoi soggiorni, note addirittura "scandalose".

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