Attrici e attori italiani a sostegno della manifestazione Love is right, per i diritti gay

In occasione della manifestazione Love is right che si terrà oggi a Roma, diversi vip hanno prestato il volto per uno spot promozionale. Intanto il movimento lgbt italiano si spacca su questa manifestazione (tanto per cambiare…!)

Claudia Gerini, Valeria Solarino, Giulia Michelini, Anna Falchi, Chiara Caselli, Marco Cocci, Giorgio Marchesi, Alessandro Tiberi, Fabrizio Falco, Filippo Nigro, Alessandro Roja, Michele Venitucci, Andrea Napoleoni: sono questi i nomi di attrici e attori italiani che hanno registrato un video di supporto alla manifestazione per i diritti delle persone LGBT che si terrà oggi a Roma.

La regia dello spot è di Marco Simon Puccioni (di cui ora è nelle sale Come il vento, con Valeria Golino e Filippo Timi); la produzione, per Famiglie Arcobaleno e Intelfilm, è di Giampietro Preziosa.

Nel video, i vari attori e attrici interpretano a turno personaggi etero e gay e mostrano quanta discriminazione ci sia nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Leggiamo nel comunicato dello spot:

Si dice: “Va bene i diritti alle coppie gay, va bene la lotta all’omofobia e alle discriminazioni, va bene una legge sulle unioni civili e magari addirittura il matrimonio, va bene tutto… ma i bambini, per favore, lasciamoli fuori.” Si dimentica che quei bambini ci sono già. Sono già dentro le molte migliaia di famiglie con genitori omosessuali e transessuali. E purtroppo sono anche già “fuori”: fuorilegge, allo scoperto, privati di diritti. L’estensione della legge Mancino per colpire anche l’omofobia e la transfobia, la riscrittura della legge 40, il matrimonio per tutti, sono provvedimenti necessari per tutelare non solo lesbiche, gay, transessuali, ma anche e soprattutto i loro figli e le loro figlie.



Il movimento lgbt italiano si spacca


Love is right: manifestazione a Roma il 7 dicembre per i diritti di gay, lesbiche e trans

Come è noto la manifestazione odierna è promossa da Agedo, Arcilesbica, Arcigay, Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e Mit-Movimento Identità Transessuale. Altre associazioni lgbt (e cioè: Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Rete Genitori Rainbow, Roma Rainbow Choir, I Mondi Diversi, Gaycs, Buzz Intercultura, DGP Dì Gay Project, I Ken Napoli, Associazione Trans Libellula, Controviolenzadonne, La Fenice Gay, Queerlab, Lista Lesbica Italiana) esprimono la propria perplessità in merito alla manifestazione stessa e al modo in cui è stata organizzata. In una lettera aperta queste associazioni stigmatizzano il fatto che i promotori abbiano agito da soli, senza “sentire la necessità e il bisogno di condividere analisi politica, opportunità e obiettivi con tutte le altre realtà del movimento”. E poi notano:

Associazioni che peraltro hanno al momento disertato, senza una spiegazione politica, le occasioni di confronto e analisi allargate proposte, decidendo di aggirare le eventuali divergenze anziché affrontarle e risolverle insieme. Questa preoccupante circostanza si aggiunge a una piattaforma politica vaga e generica e perciò difficilmente non condivisibile, con l’aggravante di una tempistica che dà adito a dubbi e strumentalizzazioni rispetto alla coincidenza con le primarie del Pd. Tutto questo smorza gli entusiasmi, alimenta incomprensioni e divisioni e ci rende complessivamente più deboli nel rivendicare i nostri diritti. Quello che ci sembra mancare è una visione di prospettiva e strategia.

Quindi affermano:

Per questo la nostra critica non vuole essere sterile e polemica ma speriamo sia di spunto per ristabilire un positivo contesto di collaborazione e condivisione e per allargare quanto più possibile l’analisi politica propedeutica a qualsiasi azione o iniziativa realmente efficaci e condivise.

Vista dall’esterno, è la solita, ennesima occasione persa per tutti: il movimento lgbt italiano si conferma sempre più essere come i polli di Renzo. E poi ci meravigliamo che i diritti in Italia non ci siano.

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