Leggi anti-gay in Russia? Scandalo Corte Costituzionale: "Dovere di stato"

La legge anti-gay firmata da Putin è doverosa, secondo la Corte Costituzionale

Putin

La legge anti-gay in Russia continuerà ad essere costituzionale e chi vi si opporrà lo farà invano: a deciderlo è stata la Corte Costituzionale del paese, suscitando un certo clamore in tutto il mondo ma non nel paese di Putin, che, invece, continua vergognosamente ad applicarla, ritenendola doverosa per tutelare i minori: come ben sapete, nello stato eurasiatico "omosessualità" fa rima con "pedofilia".

Ma veniamo al dunque: Nikolai Alekseev, leader degli attivisti russi per i diritti LGBT, aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale, affinché si pronunciasse positivamente sull'incostituzionalità della legge in questione; ebbene, il risultato è stato tutt'altro che positivo, perché i giudici della Corte hanno sottolineato non solo che la Costituzione "obbliga lo Stato a proteggere la maternità, l'infanzia e la famiglia", ma pure che la legge firmata da Putin è doverosa per

"prendere misure a tutela dei bambini da informazioni, propaganda e campagne che possono danneggiare la loro salute e il loro sviluppo morale e spirituale".

A tutto questo, poi, dovete aggiungere che la Corte ha scandalosamente punito il leader della comunità LGBT per aver diffuso un manifesto con una citazione della notata attrice Faina Ranevskaya, secondo la quale:

"L'omosessualità non è una perversione, a differenza dell'hockey sull'erba o del balletto sul ghiaccio"

Oltre al danno, insomma, pure la beffa. Non riponiamo molte speranze nel cambiamento di questo paese, ma abbiamo molta fiducia nel cambiamento degli omosessuali, che, in casi come questo, non possono far altro che reagire, anche con la forza: nessuno ha il diritto di toglierci la libertà, ma ciascuno di noi ha il dovere di difenderla.

Via | Gayburg

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