Omofobia a Milano, arrestato 19enne che dava vita a spedizioni punitive contro gay e trans

Il ragazzo è stato arrestato e aveva alcuni complici minorenni

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Si chiama Cristian B, ha diciannove anni, di origini moldave, ed è stato arrestato dopo un'indagine e una serie di violenze omofobe avvenute negli ultimi mesi.

A maggio 2013, il giovane aveva già aggredito un uomo di 40 anni, nella città lombarda, lasciandolo a terra, privo di sensi. Per via di questa violenza, fu rintracciato e condannato ai domiciliari. Pochi mesi dopo, ad agosto di quest'anno, il ragazzo si è reso protagonista di un'altra violenza, sempre in ambiente Lgbt, picchiando, nei giardinetti di via Carlo Bo, una coppia di gay che stava passeggiando.

Non agiva da solo ma insieme ad altri complici, minorenni, e secondo le indiscrezioni e le indagini delle forze dell'ordine, alla base di queste violenze c'era proprio la volontà di colpire omosessuali o transessuali della zona di Romolo, a Milano. Vere e proprie spedizioni punitive in gruppo, come una banda.

Tra le accuse, si parla anche di una presunta terza aggressione nei confronti di un colombiano, sempre nei dintorni delle precedenti violenze.

Il gip Anna Laura Marchiondelli ha sottolineato la grande rabbia e ferocia alle basi di questi comportamenti. Le vittime venivano prima colpite poi lasciate lì, doloranti, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Il 19enne ha cercato di giustificarsi dicendo di non aver chiamato i soccorsi - in forma anonima- perchè "non stava così male", specificando di aver visto anche l'uomo aggredito che si rialzava. Una menzogna: la vittima era stata abbandonata a terra, svenuto, con una frattura alla clavicola e alla mascella.

Una sorta di Arancia Meccanica nella città di Milano, da molti descritta come aperta al mondo Lgbt ma non per questo priva di persone pronte e discriminare, aggredire e picchiare. La colpa? Essere gay. Come sempre.

Via | Milano Today

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