Matrimoni e adozioni gay, i leader PD tutti favorevoli (almeno sulla carta)

Ecco le posizioni dei candidati alla segreteria PD su matrimoni e adozioni gay

foto renzi cuperlo civati Dobbiamo crederci o no? Matrimoni e adozioni gay sono stati sempre una questione spinosa anche per il Partito Democratico, nel quale sono confluite tutte le istanze comuniste italiane: strano, potrebbe pensare qualcuno, visto che il vero comunismo ha una concezione laica del mondo; i fatti, però, non stanno proprio così: sappiamo bene che il comunismo italiano è sempre stato influenzato dal cattolicesimo e non ha mai rappresentato la vera sinistra.

Sembra una premessa fuori campo, ma non lo è affatto, se considerate che stiamo per leggere delle prese di posizione su matrimoni e adozioni gay tutt'altro che catto-comuniste: emerse durante il confronto televisivo di ieri tra i candidati alla segreteria del PD, fanno il punto del rapporto fra partito e temi LGBT. Vediamole assieme.

"Io - queste, le parole di Pippo Civati - sono per la totale eguaglianza. Io sono per i matrimoni egualitari e li chiamo così perché in passato li ho sentiti definire civil partnership o Bersani, che era più creativo, diceva "unione alla tedesca", che è bellissimo ma nessuno capisce cosa voglia dire. Io sono per i matrimoni egualitari e voglio che il PD faccia una discussione aperta anche con chi non è d'accordo o chi ha dei dubbi. Ma la mia posizione, la posizione che porterò in quel dibattito, è questa. Non voglio reticenze, non voglio imbarazzi. Se abbiamo a cuore l'articolo 3 della Costituzione, questo deve valere anche per i diritti e per il loro riconoscimento. È un fatto di cittadinanza, è un fatto di dignità, è un fatto di cultura. C'è in quasi tutto il mondo una riflessione molto avanzata con leggi che riconoscono le unioni come se fossero quelle fra eterosessuali e io voglio che si faccia anche qui".

Gianni Cuperlo dice sì: discutere senza pregiudizi


"Estendere i diritti aiuta tutti - ha spiegato Gianni Cuperlo -. Anni fa il presidente Jefferson diceva: 'Chi accende la sua candela con la mia, riceve la luce senza lasciarmi al buio'. Più diritti significa fare il bene della collettività nel suo insieme. Questo è un Paese che sul terreno dei diritti civili ha molti passi avanti da compiere a cominciare dai diritti, dalle responsabilità e dai diritti delle coppie gay. Dalla tutela al tema dell'adozione che è delicata e deve essere discussa senza pregiudizi. Cominciamo ad occuparci dei minori figli di genitori omosessuali che vivono già in quelle famiglie. Io lo ho visti sfilare al Gay Pride di Roma con le Famiglie Arcobaleno, uno spettacolo bellissimo che ti tocca il cuore, ma i diritti civili significa anche recuperare una modifica sulla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, significa insistere per una legge contro l'omofobia e per il femminilicidio".

Le parole di Matteo Renzi: insicuro ma efficace


Un po' meno sicuro, ma comunque efficace, Matteo Renzi:

"Sono spesso accusato di essere più timido su questi temi di Pippo e di Gianni, ed è vero. Invidio molto chi spara certezze, dalla convinzione di avere la verità in tasca salvo poi dimenticarsi di porre gli atti in Parlamento, perché questi temi vanno sempre bene in campagna elettorale mai in Parlamento. Per me le proposte sono tre: civil partnership alla tedesca, che vuol dire non impantanarsi in una discussione su che cosa vuol dire la parola "matrimonio" che significa non farla neppure stavolta; legge Scalfarotto contro l'omofobia, immediatamente da portare in Senato; step child adoption. Che vuol dire? L'importanza di chiamarsi Ernesto; Ernesto ha tre settimane, è il figlio di Teresa che lavora con me nel mio staff e ha un'altra mamma. Io sono timido, l'ho detto, ma Ernesto non soltanto c'è, ma c'è anche se Giovanardi non vuole. E allora sono i figli delle Famiglie Arcobaleno, se succede qualcosa a Teresa, credo che sia giusto che sia Letizia a farsi carico di Ernesto".

Questa è davvero la volta buona?

Via | Gayburg

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