Omofobia, cardinal Caffarra contro i matrimoni gay: "I laici devono saper vedere il male"

Cardinal Caffarra ancora contro le unioni gay

foto cardinal caffarra Ancora omofobia mista a cattolicesimo. Purtroppo: le opinioni sono di un ormai stranoto cardinal Carlo Caffarra, che ha già avuto modo di intervenire sul mondo omosessuale con parole tutt'altro che positive (d'altra parte, se lo ha fatto papa Francesco, quando era ancora vescovo, perché non dovrebbe farlo il resto della chiesa cattolica). Noi, ovviamente, non siamo certo qui per tacere e farci insultare e infangare da una classe sociale che continua a disprezzarci - anche se non completamente -: quando avete la possibilità, e se siete con le persone giuste (dunque ragionevoli e pronte al dialogo), combattete voi stessi l'ignoranza, partendo anche da queste dichiarazioni.

In occasione dell'assemblea generale della consulta diocesana delle aggregazioni laicali, Carlo Caffarra ha spiegato che un laico battezzato

"non può compiere la sua missione nel mondo se non ha una perspicace capacità diagnostica, una capacità 'endoscopica' di vedere il male oggi presente nei fondamentali vissuti umani. Si pensi, per fare solo un esempio, alla corruzione che sta subendo il fondamentale vissuto umano della sessualità mediante la proposta di equiparare all'amicizia coniugale l'amicizia omosessuale".

Questo è un punto da chiarire: chi scrive è cattolico - così come lo sono molti altri omosessuali -, ma quello che si chiede qui - visto che di più non si può - è l'equiparazione giuridica di un rapporto che non ha nulla di diverso rispetto a quello che si instaura fra due etero: due gay possono formare famiglia o comunque coppia e, in quanto tali, devono avere diritti e doveri di tutti gli altri. Non chiediamo il matrimonio religioso, ma quello civile; anzi: se volete, potete pure non chiamarlo così.

"Il matrimonio e la famiglia - ha continuato caffarra è la prima e più urgente cura che dovete prendervi".

Parole non del tutto nuove - come fa notare Gayburg -, visto che già in passato Caffarra aveva osato affermare che

"omo e etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza è negare un'evidenza che a doverla spiegare vien da piangere".

Pensi noi quante lacrime stiamo versando, caro Caffarra, da quando la chiesa ha iniziato a parlare in questi termini. Non lacrime di sofferenza, sia chiaro: piangiamo dalle risate per tutto ciò che siete stati in grado di non fare, nascondendovi dietro a giustificazioni assurde e inconcepibili per una società evoluta come la nostra.

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