Ricordando Rock Hudson, Liberace, Freddie Mercury ed altri nella Giornata mondiale contro l'AIDS

In questi ultimi trent'anni, l'Aids ha mietuto vite in ogni angolo del mondo, in ogni fascia sociale, causando anche la scomparsa di vere e proprie leggende dello showbiz internazionale.

Il virus dell'Aids, isolato per la prima volta nel 1981, ha falciato, in questi trent'anni, l'esistenza di milioni di persone. Un'epidemia globale, soprannominata dalla comunità gay americana The Plague, che ha provocato la morte anche di nomi leggendari del mondo dello spettacolo e delle arti. Tra i più noti l'attore Rock Hudson che fu la prima, grande celebrità ad ammettere pubblicamente nel lontano 1985 di avere contratto il virus. Un'ammissione che scatenò i mass media di tutto il mondo che si lanciarono in un arrembaggio a dir poco spietato.

Anche la scomparsa dell'estroso pianista ed entertainer Liberace, morto in sospetto di Aids, fu causa di scandalo e titoli a caratteri cubitali, quando il coroner della contea di Riverside ordinò che il corpo della star venisse sottoposto ad autopsia per accertare le vere cause del decesso. L'esito finale fu HIV. Nel 1991 fu la volta dell'indimenticabile Freddie Mercury, splendida voce dei Queen, poi di un'altra star del grande schermo come Anthony Perkins (che, incredibilmente, seppe di aver contratto il virus dal"National Enquirer" che aveva fatto analizzare segretamente un campione del suo sangue)

Una scia tragica, funestamente lunga di nomi noti e meno noti, dall'attore Brad Davis, memorabile interprete di Querelle di Fassbinder, al ballerino russo Rudolf Nureyev, uno dei più straordinari danzatori di tutto il novecento, dallo scrittore Isaac Asimov al poeta italiano Dario Bellezza, scomparso a Roma nel 1996. A loro ed a tutti gli altri, i dimenticati, i tanti volti cancellati, va, oggi, il nostro pensiero più affettuoso. Il nostro ricordo più sentito.

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