Coppia gay rifiutata al B&b risarcita, condannati gli albergatori omofobi dalla Corte Suprema

Esito positivo per la coppia gay protagonista di questa storia

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La vicenda risale originariamente al 2010: una coppia gay era stata rifiutata dai gestori di un albergo, in Cornovaglia. Stanze piene? Nient'affatto: i due clienti era omosessuali e i proprietari si sono rifiutati da dargli una stanza proprio per questo motivo.

I due, a quel punto, hanno sporto denuncia e un anno dopo, si sono visti dare ragione, vincendo la loro battaglia legale. Ma loro, Peter e Hazelmary Bull, si sono ancorati alla speranza che la Corte Suprema potesse accogliere le loro motivazioni personali che li hanno spinti a non voler ospitare la coppia di omosessuali, essendo da sempre religiosissimi. Il caso li ha costretti anche a vendere la loro struttura proprio per via delle costose spese legali:

"Nel 2013 , due persone che hanno lavorato tutta la vita hanno finito per soffrire il freddo e patire la fame. Non è giusto. Questo è come un lutto in famiglia. Non ho mai pensato che sarebbe finita così. Non affrontiamo più il futuro con reale entusiasmo"

Ebbene, oggi è ufficiale. Anche la Corte Suprema ha dato ragione alla coppia, unita civilmente, costringendo i gestori a pagare 3.600 sterline come risarcimento. La motivazione che ha fatto decidere per questo è stata la seguente:

"L’orientamento sessuale è una componente fondamentale dell’identità di un individuo ma secoli di discriminazioni e persecuzioni hanno negato agli omosessuali il diritto di realizzare se stessi e questo è un affronto alla loro dignità umana"

Delusione da parte dei coniugi Bull che al Daily Mail hanno rivelato tutta la loro frustrazione legata alla vicenda:

"Siamo profondamente delusi e amareggiati dalla sentenza perché io e mio marito siamo solo dei semplici cristiani che credono nell’importanza del matrimonio come unione di un uomo e una donna e questo convincimento non è basato sull’ostilità nei confronti di nessuno. La Gran Bretagna dovrebbe essere un paese di libertà e tolleranza, ma sembra che il credo religioso sia destinato a passare sempre in secondo piano di fronte all’esigenza del “politicamente corretto ad ogni costo” e c’eravamo appellati alla Corte Suprema proprio per avere un minimo di equilibrio fra orientamento sessuale e libertà religiosa, ma i giudici non solo hanno eluso il problema ma hanno anche rafforzato la convinzione che i diritti dei gay debbano trionfare sempre e comunque"

Infine, una critica e una sensazione di discriminazione proprio da loro due che sono stati denunciati per questa ragione. Il motivo? Non si sentono tutelati e protetti dal loro Paese per via delle loro convinzioni religiose:

"Non abbiamo rimpianti per quello che abbiamo fatto e non ci vergogneremo mai delle nostre convinzioni religiose: un altro schiaffo in faccia ai cristiani"

Schiaffo successivo a quello che, però, loro hanno deciso, per primi, di dare alla coppia di gay.

Via | Corriere

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