Le poesie gay di Marbodius, vescovo di Rennes

Se un tempo le poesie d'amore di Marbodius, vescovo di Rennes, venivano citate come esempio d'amore omosessuale puramente platonico, ora molti studiosi hanno portato alla luce passi meno noti, dove l'elemento fisico trova il proprio spazio.

Vescovo medievale

Marbodius (1035-1123), vescovo di Rennes, non fu solo uomo di Chiesa e uomo di grande cultura, ma anche scrittore e poeta finissimo. Nominato vescovo da papa Urbano II durante il Concilio di Tours e dopo una vita di studio ed insegnamento, Marbodius dimostrò durante il suo alto magistero grande intelligenza e tolleranza. Ma come dicevamo poche righe fa, il vescovo di Rennes non fu soltanto uomo di religione, ma anche un buon poeta. Tra i suoi temi prediletti, udite udite, l'amore omosessuale.

Un amore, secondo alcuni esegeti, puramente spirituale. Mondato da ogni gesto puramente fisico, tuttavia, altri studiosi, altri critici, hanno evidenziato (citando un componimento in cui l'autore invita l'amante lontano a tornare prima che la sua fedeltà ceda ad altre tentazioni) come l'elemento fisico sia presente nelle sue poesie.

Versi non solo dunque sull'unione delle anime, ma anche dei corpi. Un sodalizio d'amore a tutto tondo che ha trovato nella figura del compianto John Boswell (a lui il merito di avere non solo studiato, ma anche tradotto alcune poesie del vescovo di Rennes) un grande e raffinatissimo estimatore.

Via | Andrejkoymasky

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