La Svezia apre la sua prima residenza per anziani LGBT

Il centro, dedicato specialmente agli anziani gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, ha aperto le sue porte a Stoccolma e, come affermano i responsabili, “è il primo, ma non sarà l’ultimo”.

La Svezia apre la sua prima residenza per anziani LGBT

La residenza per anziani LGBT si chiama Regnbågen (vale a dire Arcobaleno) ed è il primo istituto del genere in Svezia. È pensato soprattutto per persone da cinquantacinque anni in su (anche se definire anziane le persone di cinquantacinque anni mi sembra un po' esagerato...!) e, dopo vari anni di lavoro da parte dei futuri residenti e dei gestori che si sono organizzati in cooperativa, ha finalmente aperto le sue porte a Stoccolma.

Lars Mononen, vicedirettore della struttura ma anche residente nella stessa, ha spiegato che si tratta di una realtà “meravigliosa” e frutto del duro lavoro di molte persone nel corso degli anni. La residenza è composta da ventisette appartamenti indipendenti disposti su tre piani di un edificio che in tutto ne ha otto in cui vivono altre persone. La residenza offre

un po’ di sicurezza in più rispetto all’esterno e contatti sociali, il che ci permette di essere parte attiva nella nostra comunità. Si tratta di uno spazio in cui cerchiamo attivamente il contatto con gli altri vicini: non vogliamo certo evitarli!

Al momento ci sono quaranta uomini e donne che si sono trasferiti negli appartamenti, mentre gli altri novanta membri della cooperativa sono in lista d’attesa, come spiega Mononen:

Alcuni dei nostri soci sono persone più giovani che hanno circa trent’anni e già stanno pensando al proprio futuro mettendosi in lista per ottenere un appartamento.

Sulla possibilità che una residenza per anziani esclusivamente lesbiche, gay, transessuali e bisessuali possa trasformarsi in una sorta di “autoghettizazione”, il direttore Christer Fällman assicura che non si tratta di “abiurare il proprio coming out”. Anzi, “ogni persona può vivere qui. Si tratta di un altro modo di integrazione”.

Sebbene sia la prima residenza del genere in tutto il paese, i membri della cooperativa sperano che la loro iniziativa serva da esempio in modo che, quanto prima, se ne aprano di altre simili in Svezia. Confessa Mononen: “So che ne stanno organizzando una simile a Göteborg”.

Via + foto | The Local

  • shares
  • Mail