Giornata contro la violenza sulle donne: esiste una discriminazione doppia per le donne omosessuali?

La discriminazione vissuta dalle donne etero e le donne lesbiche e l'adesione alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Discriminazione, che brutta parola. Consideriamo che nella storia dei diritti civili, in un'ipotetica scala, la lotta per ottenere il voto, pari salari, che ha punteggiato il secolo scorso, è tutta delle donne, dalle gelsominaie alle suffragette, passando per le operaie, per il rifiuto al matrimonio riparatore di Franca Viola, è tutto il lavoro operoso del donne – che esce dalle casa, dalle mansioni di cura a cui era destinato - a cambiare la faccia dei rapporti di potere, a fare politica, a tessere un nuovo modo di fare relazioni, di intendere le professioni, l'uso del tempo e financo del proprio corpo e dei propri ruoli di compagna e madre.

Se torniamo a quest'ipotetica scala subito dopo arriva il movimento LGBTI con le sue richieste, con l'invocare pari diritti davanti a pari doveri (quello di pagare le tasse in primis), di partecipare, con un'adeguata rappresentanza, alla vita politica del Paese, ad occupare scranni in nelle sedi di potere, di palesarsi, laddove erano stati ridotti al silenzio, di vivere i loro rapporti sentimentali alla luce del sole.

Oggi, si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, sancita dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. È una giornata che, basta fare un giro per il web, le organizzazioni di donne lesbiche avvertono molto. Le donne sono abituate a lavorare nelle retrovie, dove erano state relegate, le donne sanno cooperare, sanno superare diffidenze e competizioni nella vita di tutti i giorni, davanti alle difficoltà. Figurati in occasioni come queste. In occasioni che ci ricordano la nostra fragilità e forza di donne, questa spaventosa e ancestrale sapienza che certe volte terrorizza, muove fino al delitto. Le lesbiche forse, sanno o hanno conosciuto la discriminazione più subdola, che non dice frasi fatte come “le donne hanno raggiunto la parità”, ma guardano davanti, alla strada da fare.

Non esiste una discriminazione doppia, non credo che le donne lesbiche si sentano più prede o vittime di noi etero, la violenza e l'omofobia sono facce della stessa medaglia, la paura dell'alterità fa il paio con la paura di un abbandono, che vuole la donna come oggetto consenziente, non come, appunto, “altro da sé”, da amare e rispettare, sarebbe questo l'errore, esiste una forma di emarginazione comune che bisogna combattere, che bisogna sentire, le etero, come le donne lesbiche. A cui dovrebbero, come iniziano a fare, aderire anche gli uomini.

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