Transfobia e omofobia in Russia sono i due temi principali di questa settimana

Diamo uno sguardo alle principali notizie queer della settimana dal 17 al 23 novembre 2013.

Transfobia e omofobia in Russia sono i due temi principali di questa settimana

Due sono state le direttrici principali delle notizie queer di questa settimana: da un lato abbiamo celebrato la Giornata della memoria transgender, dall’altro ci si concentra sempre più sull’omofobia in Russia.

Il 20 novembre scorso si è tenuta la quindicesima Giornata della memoria Transgender (Transgender Day of Remembrance o TDoR) durante la quale la comunità LGBT mondiale ha commemorato le vittime dell’odio e del pregiudizio contro le persone transessuali e transgender. Purtroppo i dati della transfobia sono sempre più sconfortanti. Stando a quanto comunicato dal Transgender Murder Monitoring sono ben 1374 le persone transessuali uccise negli ultimi cinque anni, precisamente dal primo gennaio 2008 al 31 ottobre 2013. Nei primi dieci mesi del 2013 a morire sono state ventidue ragazze al di sotto dei venti anni, metà delle quali aveva meno di diciotto anni. È necessario prendere coscienza del problema e fare passi in avanti perché non è concepibile che nel 2013 si continui a essere uccisi perché si vuole essere veramente se stessi!

L’omofobia in Russia è l’altro filone che ha tenuto banco in questa settimana e, a dire il vero, anche nelle scorse. In particolare in Italia ci si sta interrogando su quanto avviene in Russia, anche in vista del prossimo vertice bilaterale Italia-Russia che si terrà a Trieste il prossimo 26 novembre.

Dopo una conferenza stampa in Senato sullo stato dei diritti umani delle persone LGBT in Russia e un convegno, tenutosi a Trieste, sul tema I diritti umani nella Federazione russa di Putin, il movimento LGBT italiano ha esortato il Governo italiano – ma anche i mezzi di comunicazioni, gli operatori turistici e il CONI – a porre dodici domande a Vladimir Putin sullo stato dell’omofobia in Russia.

Enrico Letta si farà portavoce di queste domande? Oppure sposerà la linea che finora ha tenuto anche Emma Bonino e cioè: “Non è il caso di irritare Putin”?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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