Me, l'autobiografia di Ricky Martin, pubblicata in Italia

Me, l\'autobiografia di Ricky MartinMe l'autobiografia di Ricky Martin è disponibile anche in Italia per i tipi di Arcana editore e con la traduzione di Claudio Mapelli. L'ho trovato un libro onesto: l'autore, infatti, parla di sé in maniera molto sincera e non si nasconde dietro a scuse o giustificazioni. Già a leggere l'indice se ne coglie un po' l'animo: nove capitoli in cui quello centrale – il quinto – è costituito dal “suono del silenzio”, ossimoro che tutti noi abbiamo sperimentato nel decidere se e quando fare coming out. La struttura del libro è la seguente: diventare uomo, incontro al destino, il mio momento di gloria, riprendendo il controllo della mia vita, il suono del silenzio, il mio ruolo nella vita, paternità, il mio momento, una costante ricerca.

Il discorso che più interessa a noi di Queerblog non è tanto quello musicale (le canzoni di Ricky Martin possono piacere o meno) ma tutto il percorso compiuto dal cantante per giungere a dirsi omosessuale. Scrive Ricky Martin a un certo punto della sua biografia:

In verità, il problema non erano tanto i pettegolezzi che circolavano sulla mia sessualità. Il vero problema era che io stesso non sapevo bene che posizione prendere sull'argomento. [...] Non ero ancora pronto ad accettarmi come gay. Il mio momento non era ancora arrivato, e anche se adesso sappiamo tutti che quei pettegolezzi avevano una base di verità, la realtà era che nella mia testa quello non era ancora un fatto riconosciuto. Era un argomento conflittuale, che mi causava grande sofferenza e ansia. [...] I pettegolezzi e le domande non facevano che aumentare la mia insicurezza e il mio rifiuto di me stesso: mi ricordavano le ragioni per cui non mi sentivo a mio agio nella mia stessa pelle. A volte sentivo di odiare me stesso.

In molti, anche nei commenti qui su Queerblog, hanno rimproverato Ricky Martin di aver fatto coming out “troppo tardi”. A parte il fatto che, come abbiamo ribadito più volte, ognuno fa coming out se e quando vuole, è lo stesso Martin a rispondere a questa domanda:

Dopo che qualche mese fa ho dichiarato al mondo il mio orientamento sessuale, una quantità di persone mi ha chiesto: “Ricky, perché ci è voluto tanto tempo?”. La mia risposta è semplice: non era ancora il mio momento. Dovevo passare tutto quello che ho passato e vivere le esperienze che ho vissuto per arrivare al momento esatto in cui m sono sentito forte, pronto e completamente in pace per farlo. Era necessario che amassi me stesso.

L'autobiografia di Ricky Martin non è, comunque, un guardarsi l'ombelico per dire: “Guardate come sono stato bravo!”. Ci sono diverse aperture al futuro e interrogativi sull'attuale situazione per i gay. Ne riporto una:

Abbiamo ancora molta strada da fare. Se il mondo è cambiato, credo che non sia ancora cambiato abbastanza. È possibile che oggi ci siano meno pregiudizi di cento anni fa, o anche di quando ero piccolo io, ma questo non significa che i pregiudizi non continuino a esistere e che non ci sia ancora tanto lavoro da fare. C'è una lunga e triste storia di persecuzione degli omosessuali, ed è tragico pensare alle esistenze che sono state rovinate, offese e distrutte da pregiudizi degli altri. [...] Che senso può avere tutto questo?

Credo Paulo Coelho abbia sintetizzato efficacemente il significato di questo libro per Ricky Martin:

Nel rivelare l'uomo dietro l'artista, Ricky Martin ci consegna una testimonianza di esemplare onestà e purezza d'animo. Leggendola, mi è tornato in mente un verso del poeta persiano Hafez: “Neanche settemila anni di felicità possono giustificare sette anni di repressione”.

Ricky Martin
Me
Arcana edizioni, 2011
pp. 252, euro 18

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