L'amore di Una Vincenzo (Lady Troubridge) per Radclyffe Hall

Nonostante il suo nome sia legato a doppio filo a quello della scrittrice Radclyffe Hall ed al suo roman à clef "Il Pozzo della solitudine", Lady Troubridge riuscì a costruirsi una carriera artistica di tutto rispetto.

Lady Troubridge e Radclyffe Hall nel 1928

Scultrice di talento (il grande Nijinsky volle posare a tutti costi per lei) e traduttrice raffinata (a lei il merito di avere introdotto con le sue accurate traduzioni le opere di Colette ai lettori britannici), Una Vincenzo (il secondo nome venne scelto dall'artista per omaggiare gli amati parenti fiorentini) crebbe in un ambiente ricco e colto che aveva il culto assoluto della bellezza.

Il primo incontro con la Hall, ci dicono tutte le biografie, avvenne a casa della cantante Mabel Batten, cugina di Una e amante da tempo della celebre scrittrice. Un amore a prima vista che causò tuttavia un profondo senso di colpa nelle due donne, soprattutto dopo la morte della Batten.

Il rapporto tra la Troubridge (1887-1963) e la Hall ne uscì però in qualche modo rafforzato e le due decisero di venire a vivere in Italia, a Firenze. Solo lo scoppio della seconda guerra mondiale le spinse a rientrare di nuovo in patria. Seguirono anni difficili anche perché la nuova ossessione di Radycliffe Hall per l'infermiera russa Evgenia Souline mise a dura prova la Troubridge che non amava certo quel menage à trois che, ormai, durava da troppo tempo. In ogni caso il rapporto tra le due donne riuscì a superare anche questo ennesimo scoglio e fu Una a curare e vegliare amorevolmente la campagna durante i lunghi e terribili mesi della malattia. A lei, l'autrice del Pozzo della solitudine lasciò, come ultimo gesto d'amore e di riconoscenza, le sue sostanze, pregando Una di occuparsi, almeno economicamente, della meno fortunata Souline.

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