Fred Carver, repubblicano gay dichiarato e possibile candidato alle primarie USA. Incoerente? Forse, ma ben diverso da Mark Foley

fred carver repubblicano gay in corsa?

Repubblicani e gay. Un binomio non facile da pensare, in un partito politico conservatore, generalmente composto da persone bianche e non particolarmente gayfriendly. Poi ci sono casi e casi. Recentemente ci sono stati anche episodi di avvicinamento tra questa fazione politica con il tema dell'omosessualità: nella realtà e nella fiction. Chi non ricorda Kitty Walker di Brothers & Sisters? Repubblicana convinta in corsa si era scontrata con il fratello Kevin ma non aveva mai smesso di appoggiarlo sulla sua scelta di sposarsi con il compagno Scotty. Una contraddizione? No, forse un compromesso o la realtà (sempre quella) che si scontra con il proprio personale.

E se pensate che questo accada solo nei telefilm, sbagliate. Sembra infatti che Fred Carver possa essere un possibile candidato alle primarie americane. Sì, la stessa supposizione che pare inseguire anche Sarah Palin. Ma Fred ha alcune caratteristiche particolari: è ebreo, ex collaboratore di Reagan e omosessuale. Un gay che corre per i repubblicani: un passo avanti della mentalità politica o solo un modo per strizzare l'occhio ai gay che hanno (incoerentemente?) la stessa visione politica? Come se da noi, improvvisamente, qualcuno del Popolo delle Libertà si dichiarasse apertamente omosessuale e si candidasse alle elezioni. In effetti c'era stato il caso di Stefano Guida, candidato a Bologna della Lega Nord, gay ed ex attore di film porno gay. Un caso raro, unico, che però aveva sollevato solo un piccolo vento di polemiche. Diversamente sarebbe se al posto di Berlusconi ci fosse un qualsiasi Mario Rossi, dopo il suo coming out pubblico. Sarebbe curioso vedere la reazione dei votanti: apertura mentale o effetto boomerang?

Una riflessione e una notizia interessante che però, come leggo su Lettera43, ha sollevato un caso per uno scandalo sessuale di qualche tempo fa, sempre nel partito dei Repubblicani. Lui era Mark Foley, a capo della Commissione parlamentare per la protezione dei minori. E proprio lui fu implicato in un grande (e grave) scandalo per abusi sessuali a stagisti (anche minorenni) spesso ospiti alla Camera. Qualcuno aveva accusato anche l'ala repubblicana di aver coperto le azioni di Foley. Loro, a quel punto, gridarono al complotto democratico. Insomma, paese che vai, usanze (simili) di recriminazioni avversarie che trovi. Ma quello che ho letto su questo sito mi ha lasciato un po' interdetto: perché ritirare fuori una storia morbosa e scandalosa come quella?

Si stava parlando di un repubblicano gay candidato. Perché scavare nel passato di un uomo - per carità, dello stesso partito, siamo d'accordo, ma quindi?- che è semplicemente anche lui repubblicano, ma accusato di aver abusato su minorenni? Avvicinare il tema dell'omosessualità (Fred Carver) a quello della 'pedofilia' o violenza sessuale (Mark Foley) è fuori luogo.

Era sensato e logico se di quel crimine di fosse macchiato Carver. Ma non è stato lui. È stato Foley. È un modo per parlare di incoerenza all'interno di un partito politico? Si citi allora Larry Craig, senatore repubblicano invischiato in uno scandalo per aver fatto avances sessuali ad un poliziotto, nei bagni dell'aeroporto. Oppure Roy Ashburn, repubblicano e senatore dello Stato della California, scovato ubriaco al volante della sua auto dopo essere uscito da un locale gay.

Se si è contrari o dubbioso su un'apertura gay del partito Repubblicano se ne parli pure. Le opinioni e i confronti sono il miglior modo per capirsi e capire. Ma parlare in uno stesso articolo due temi come l'omosessualità in politica e i gli abusi sessuali su minorenni, sono un campo minato che rischiano solo di confondere le idee e creare pericolosi (quanto poco sensati) binomi.

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