Tradotta in italiano la lettera con cui Bergoglio dice no alle nozze gay in Argentina

Massimo Introvigne ha pubblicato sul blog “La nuova bussola quotidiana” la traduzione italiana di una lettera che il cardinal Bergoglio – oggi papa Francesco – scrisse al dottor Justo Carbajales, Direttore del Dipartimento dei Laici della Conferenza Episcopale Argentina, in occasione della Marcia per la Vita e la Famiglia del 2010.

Tradotta in italiano la lettera di Bergoglio per dire no alle nozze gay in Argentina

Papa Francesco e i gay: sembra essere un tormentone non destinato a finire. La sua celebre affermazione – Chi sono io per giudicare i gay? – ha fatto il giro del mondo e viene interpretata in tutti i modi possibili e immaginabili. In questi giorni è tornata in auge perché Massimo Introvigne ha pubblicato sul blog La nuova bussola quotidiana la traduzione di una lettera che Bergoglio, da arcivescovo di Buenos Aires, scrisse il 5 luglio 2010 al dottor Justo Carbajales, Direttore del Dipartimento dei Laici della Conferenza Episcopale Argentina. Carbajales aveva organizzato per il 13 luglio 2010 una Marcia per la Vita e la Famiglia per opporsi alla legge sul matrimonio omosessuale che poi è stato approvato dal Parlamento argentino, come è noto.

Questa lettera è stata prima semplicemente linkata in spagnolo sul blog di Sandro Magister e poi tradotta da Introvigne. La posizione di Bergoglio/Francesco è più o meno simile: da un lato afferma “non vogliamo giudicare quanti pensano e sentono in modo diverso”, però poi quando passa agli “atti” li condanna. Scriveva Bergoglio nel 2010:

So che non sarà un evento contro nessuno, perché non vogliamo giudicare quanti pensano e sentono in modo diverso. Senza dubbio […] sosteniamo chiaramente che non si può considerare uguale quello che è diverso e che in una convivenza sociale è necessario accettare le differenze.

E poi continuava:

Non si tratta di una questione di semplice terminologia o di convenzioni formali relative a una relazione privata, ma di un vincolo di natura antropologica […] No, il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso. Distinguere non è discriminare, al contrario è rispettare. Differenziare per discernere è valutare in modo proprio, non è discriminare. In un’epoca in cui si insiste tanto sulla ricchezza del pluralismo e della diversità culturale e sociale, è davvero contraddittorio minimizzare le differenze umane fondamentali.

Insieme a questa lettera a Justo Carbajales, il cardinal Bergoglio ne scrisse un’altra: alle monache di clausura di Buenos Aires invitandole a pregare in cui, tra l’altro, si legge:

Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.

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