Cnn: Kirk, curato a 5 anni per effeminatezza e morto suicida


In inglese i Sissy boys sono i ragazzini un po' effeminati, che amano giocare con le bambole, che sono delicati, dolci, hanno movenze molto femminili e non amano molto i giochi più violenti e i comportamenti più frequentemente associati al sesso maschile.

Negli anni Settanta in California, l'universotà Ucla portò avanti un trattamento sperimentale, rivolto proprio a questi ragazzini per correggere questi comportamenti e "prevenire" l'omosessualità possibile dei piccoli pazienti: le teorie e le prassi erano suggerite dal dottor George A. Rekers, che proprio da allora si costruì la fama di curatore dei gay e in tempi recenti è stato uno dei membri di punta del famigerato Narth, l'associazione che propugna la correzione e terapia dell'omosessualità per tutte quelle persone che la vivono male e magari la rifiutano.

"Sissy Boy" era stato ribattezzato questo programma, su cui adesso fa luce una trasmissione della Cnn, AndersonCooper360°, che ha fatto conoscere la vicenda di Kirk Andrew Murphy, che negli anni Settanta aveva cinque anni, era un ragazzino sveglio e allegro, ma mostrava alcuni segni di effeminatezza, amava giocare con le bambole e non si comportava proprio come tutti i suoi coetanei maschi.

I genitori lo portarono dal dottor Rekers, dopo averlo visto in tv, e accettarono di partecipare alla terapia che durò 10 mesi: il bimbo era tenuto sotto osservazione e poteva scegliere se giocare con le bambole e con giochi da femmine o usare armi giocattolo. Tutte le volte che si comportava "da femmina" la mamma doveva ignorarlo e far finta di non sentirlo, a costo di sopportare i suoi pianti e farlo disperare.

A casa invece era sottoposto a una specie di valutazione continua: ogni volta che si comportava da maschio vinceva una fiche blu, quando si comportava da femmina la fiche era rossa. Se alla fine della giornata le fiche rosse erano troppe, allora giù sculacciate da parte del padre che era stato istruito dai ricercatori.

A distanza di anni Kirk - la cui storia era diventata una delle ricerche di punta del dottor Rekers - si tolse la vita impiccandosi durante una missione di lavoro a Delhi, in India. Se la sua storia è stata portata alla luce si deve a suo fratello maggiore e alla sorella minore, che hanno ricostruito ciò che era avvenuto nell'infanzia loro e di Kirk per scovare le responsabilità.

Secondo loro, la terapia aveva segnato il fratello e lo aveva fatto diventare chiuso, introverso e infelice. Da parte sua il dottor Rekers respinge le responsabilità per il suicidio e sostiene di aver fatto tutto "a fin di bene"; negli anni è diventato un punto di riferimento per i fautori della terapia riparativa che millanta di poter curarei gay e che è stata importata e diffusa anche in Italia da estremisti cattolici del Movimento per la vita.

Qualche anno fa però Rekers fu travolto da uno scandalo, quando ingaggiò un prostituto maschio per farsi accompagnare durante un viaggio in Europa: le sue ricerche servivano mascherare e sublimare le pulsioni che lui stesso prova? Intanto, però, almeno un ragazzo ha avuto la vita distrutta anche da quelle pratiche inumane, inutili e anti-scientifiche.

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