Siamo qui per difendere l'amore. Una riflessione sull'Europride 2011

Siamo qui per difendere l'amore. Una riflessione a margine dell'Europride 2011

Tra le frasi del discorso di Lady Gaga all'Europride ce n'è una che è stata ripresa da molti siti e blog: “[L'Europride] non è una festa o manifestazione pacifica ma noi siamo qua per difendere l’amore”.

Lady Gaga ha detto una verità semplice e, come tutte le realtà semplici, sconvolgente: tutto questo manifestare, questo lottare in ogni parte del mondo è perché vogliamo amare, liberamente e pienamente. Non si tratta di un qualcosa di sdolcinato, ma di una realtà che, spesso, a noi lgbt è negata. In proposito ho trovato molto interessante il commento di Riccardo Noury, portavoce e direttore della comunicazione di Amnesty International per l'Italia. Scrive Noury:

Amare è un diritto umano. Chi potrebbe dirsi contrario a quest’affermazione, che riguarda tutte e tutti noi? Eppure, una miscela di norme punitive e di “respingimenti sociali” basati sulla tradizione, sulla morale, sulla religione, sull’onore rende quell’affermazione priva di senso per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender in una discreta parte del pianeta. Il mondo stenta a riconosce che l’orientamento sessuale e l’identità di genere, al pari dell’origine etnica o della nazionalità, fanno parte dei caratteri fondamentali della persona. In molti casi, lo nega totalmente.

E continua:

In più di 80 paesi del mondo l’omosessualità è considerata un crimine; in otto di questi (Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Qatar, Sudan, Yemen e negli stati della federazione della Nigeria che applicano la sharia) i rapporti fra persone dello stesso sesso sono puniti con la pena di morte. Ma non pensiate che la parte del mondo che lincia le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender si trova in Africa e quella che le premia è in Europa. In molti stati del continente, tra cui Bulgaria, Lettonia, Lituania, Moldova, Russia, Serbia, Slovacchia e Ungheria, alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione in pubblico. Troppo spesso i Pride vengono vietati o i partecipanti non sono adeguatamente protetti dagli attacchi e dalle provocazioni dei gruppi omofobi. A volte, vengono fatti sfilare ma in parchi recintati.

Riccardo Noury analizza poi la situazione italiana, evidenziando la mancanza di un'apposita legge contro l'omofobia e la transfobia:

In Italia, negli ultimi anni si sono ripetuti attacchi omofobi mentre commenti dispregiativi e discriminatori formulati da esponenti politici e istituzionali nei confronti delle minoranze e delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender continuano ad alimentare un clima di crescente intolleranza [...] A causa di una lacuna nella legislazione penale antidiscriminazione, che non contempla l’omofobia e la transfobia tra le possibili cause di discriminazione, le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere non hanno la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione, come quelle basate per esempio sull’appartenenza etnica, la nazionalità o la religione.

Siamo qui per difendere l'amore. È questo, in ultima analisi, l'unico verso scopo del Pride. Ed è questo l'impegno che, orgogliosamente, dobbiamo portare avanti ogni giorno.

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