Alcuni pessimi motivi per non partecipare al gay pride

Alcuni pessimi motivi per non partecipare al gay pride

Il sondaggio sulla partecipazione al gay pride che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, oltre a far nascere una stimolante discussione, ha fornito i seguenti dati (a oggi): il 46% dei votanti parteciperà (con alcuni che dicono che sono timidi e vi prenderanno parte marginalmente e altri che invece andranno in maschera e/o simile) e il 50% che ritiene che il Pride sia una manifestazione poco seria o che non lo rappresenti (il restante 4% si è espresso nei commenti).

Tutte le opinioni, purché argomentate e non campate in aria o solo “per sentito dire”, hanno diritto di cittadinanza: del resto il Gay Pride è una marcia della tolleranza ed è giusto rispettare le opinioni di tutti. Ci sono, però, alcune motivazioni che, sinceramente parlando, non stanno proprio in piedi. Il blogger e scrittore Insy Loan – alias Alessandro Michetti – prova a raggruppare tale motivazioni in un elenco degli otto pessimi motivi per disertare un Pride:


  1. Non è così che si rivendicano i diritti. La marcia è il coronamento di un percorso di approfondimenti, incontri, dibattiti e non un fungo che nasce all'improvviso. “Nessuno dice che sia il solo modo di rivendicare i diritti ma di certo male non fa”.

  2. Non vado al pride perché è una pagliacciata. “Qual è il problema a scendere in piazza allegri e divertiti? Queste polemiche in America, Francia, Spagna e tutti quei fari di democrazia, non le ho mai sentite fare. Perché dobbiamo essere sempre noi i più borghesi e bacchettoni?”

  3. Io faccio il mio “pride” nella mia vita di tutti i giorni. Bravo! Allora non ti costa nulla farne uno in più!

  4. Alla fine i media fanno vedere sempre le trans con le tette di fuori. “È un corteo enorme e c’è posto per tutti. Se ti senti di farlo portando la tua verità fatta di giacca e cravatta, visto il caldo sahariano dei pomeriggi estivi, avrai la mia doppia approvazione e se sarai tanto democratico da accettare che persino le trans hanno diritto di sfilare allora dimostrerai di essere davvero una persona migliore”.

  5. Tanto non cambia niente… Lamentarsi è un diritto, non fare nulla no!

  6. Ho paura mi riprendano le telecamere. “Io sono venti anni che me li faccio tutti (i Pride) e la discrezione non è certo una mia caratteristica. Oh, dico mai che qualche tg mi abbia ripreso! Quindi, stai sereno. E poi anche fosse, sei frocio, non ladro e sono ben altre le cose di cui ci si deve vergognare”.

  7. Sono fotosensibile e il sole di giugno mi brucia la pelle ...

  8. Semmai però stasera un salto alla festa lo faccio… “Magari una marcia non te la fai ma l’energia per una maratona notturna di pesca con lo strascico tra i locali la si trova sempre”.

Quali sono le scuse più discutibili che voi avete sentito (o addotto... un po' di autocritica fa sempre bene!) per non andare al Pride?

Foto | Flickr

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