Due ex presidenti africani condannano l'omofobia che vige nel continente

Festus Mugae Kenneth Kaunda

L'Africa è sempre più tormentata da un'ondata di omofobia che pare irrefrenabile: violenze, stupri correttivi, punizioni corporali, prigionia di persone omosessuali sono, purtroppo, all'ordine del giorno. Non tutti, però, sono d'accordo con questo clima di odio.

L'ex Presidente del Botswana – Festus Mogae (a sinistra nella foto) – e l'ex Presidente dello Zambia – Kenneth Kaunda (a destra) – hanno condannato la criminalizzazione dell'omosessualità che si sta perseguendo nel continente africano. I due ex capi di stato, inoltre, hanno evidenziato la stretta relazione che c'è tra l'omofobia del continente e l'enorme diffusione dell'AIDS tra la popolazione omosessuale.

Secondo i due politici, le minoranze sessuali africane, invece di vedersi facilitato l'accesso all'informazione sui metodi per impedire il contagio di malattie sessualmente trasmissibili, vengono perseguitate, incarcerate e anche condannate a morte se manifestano pubblicamente di essere omosessuali.

Festus Mogae, ex Presidente del Botswana, ha dichiarato che

possiamo anche predicare sui cambiamenti dei costumi, ma fino a quando ci limiteremo a nascondere gay e lesbiche a causa della nostra mancanza di flessibilità nell'adattarci, la lotta all'AIDS non potrà essere vinta.

Kenneth Kaunda, ex Presidente dello Zambia, ha anche espresso il proprio disappunto per la proibizione del matrimonio omosessuale nel continente:

Non solo stigmatizziamo i leader africani che criminalizzano il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma li esortiamo a riconoscere gli omosessuali come persone.

Via | African Activist

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