Avvenire: legge contro l'omofobia serve solo per riconoscere giuridicamente l'omosessualità

Avvenire: legge contro l'omofobia serve solo per riconoscere giuridicamente l'omosessualitàDa un lato abbiamo Irene Tinagli che sulla Stampa spiega perché una legge contro l'omofobia è necessaria, dall'altro abbiamo l'Avvenire – il giornale dei vescovi italiani – che in un corsivo firmato da Piergiorgio Liverani, già direttore dello stesso giornale. La tesi di fondo di Liverani è che è giusto combattere l'omofobia, ma non sono necessari diritti in più per nessuno. Ecco alcuni passaggi dell'articolo che illustrano lo svolgimento del pensiero di Liverani (e dell'Avvenire):


  • [in Italia abbiamo] norme sufficienti per garantire, senza discriminazioni, l'incolumità di chiunque;

  • quando chiedono il diritto di sposare una persona del loro medesimo sesso, cosa che non è concessa a nessuno, i gay pretendono un diritto in più. E ora vogliono essere differenti anche per il caso di rimanere vittime di ingiuste e deprecabili violenze, come se non esistessero già leggi sufficienti. Queste pretese sono solo un artificio per ottenere un impossibile riconoscimento giuridico dell'omosessualità;

  • [l'Italia non è] un Paese alla rovescia per quella sua parte che non vuole l'istituzione di un reato specifico di violenza contro le persone omosessuali [...] alla rovescia sarebbero, semmai, coloro che in nome della disparità esigono di voler essere considerati alla pari [nel matrimonio];

  • la Costituzione all'articolo 3 riconosce la “pari dignità sociale e l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali”. [Se si afferma che questo non è sufficiente, si cade nel paradosso, dal momento che] bisognerebbe riconoscere anche un reato di cattofobia per quando i cattolici sono picchiati, e di senefobia (gli anziani ingannati, truffati, picchiati), di etnofobia e magari anche di fasciofobia e comunisfobia, dato che queste due specificità ideologiche si scontrano spesso tra loro;

  • come scriveva autorevolmente su Avvenire il filosofo del diritto Francesco D'Agostino, è giusto combattere le discriminazioni, ma senza riconoscimenti impropri.

Senza riconoscimenti impropri, a cominciare da quelli di cui la chiesa gode in Italia.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: