Perché serve una legge sull'omofobia: lo spiega Irene Tinagli

Una legge che cotrasti l'omofobia in Italia è giusta, necessaria, sacrosanta e serve a riportare il nostro paese al pari dei grandi paesi occidentali, come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna. Anche negli ultimi giorni - in occasione delle polemiche scoppiate attorno alla proposta di Paola Concia - molte persone, anche alcuni lettori di Queerblog, hanno contestato l'utilità di una legge contro l'omofobia, sostenendo che il codice penale deve tutelare gay e lesbiche esattamente come tutela tutti gli altri.

Sulla Stampa di oggi, però, c'è un bell'articolo di Irene Tinagli, molto chiaro e molto ben argomentato: da queste righe si può capire facilmente l'obiettivo e le motivazioni di una legge simile.

Vi invito a leggere tutto l'articolo, ma il concetto centrale è sintetizzato in questo passaggio:

aggredire una persona non per qualcosa che può aver fatto ma per ciò che è e per la diversità che rappresenta (razziale, religiosa, sessuale…) alimenta fenomeni di discriminazione e di odio molto pericolosi per le società libere e democratiche, così come la storia purtroppo ci ha insegnato. Aggredire un ebreo in quanto ebreo o un omosessuale in quanto omosessuale non è solo una violenza che si fa all’individuo, ma un colpo inferto alla convivenza civile, alla libertà e alla democrazia di un Paese

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