Maria Vittoria Longhitano, la sacerdotessa che sposerà due coppie gay. Intervista esclusiva a Queerblog

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Abbiamo intervistato per Queerblog Maria Vittoria Longhitano, la sacerdotessa vetero cattolica che sposerà la due coppie di gay sabato 21 maggio, a Cormano, vicino Milano. La notizia aveva destato molta curiosità da parte di voi lettori e così abbiamo pensato di farvi piacere intervistando la donna che ha annunciato questa unione.

Maria Vittoria appare subito molto disponibile al dialogo e a spiegarmi il suo punto di vista. Lei fa parte della chiesa vetero cattolica, differente dal cattolicesimo italiano che si ispira ancora a quello romano. Non c'è una successione apostolica: in comune con i cattolici hanno solo i 7 sacramenti, certi vestiari e lo schema liturgico. Quello che è totalmente diverso è anche la possibilità di un laico di poter essere eletto. Non c'è un sinodo esclusivamente religioso che si occupa dell'elezione delle cariche religiose, ma sono i fedeli prima persona attraverso i consigli parrocchiali. Anche i preti e i vescovi possono sposarsi; sono previste benedizioni anche alle coppie dello stesso sesso.

Le faccio qualche domanda sulla funzione e poi parliamo di molti altri argomenti. Cliccate dopo il salto per leggere le sue parole:

Come si svolge il rito? È il primo matrimonio gay che celebra?
Sì, sono le prime nozze gay. Le due coppie le conosco perché sono proprio nostri parrocchiani. La formula prevede un po' il classico rito. Per esempio: “Letizia ricevi questo anello simbolo del mio amore nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Cosa vorresti dire ai gay che si sentono rifiutati dalla fede o che non credono?
Se siete credenti cercate un prete che benedica la vostra unione, il vostro impegno davanti a Dio. Dovete essere visibili per la comunità, non dovete nascondervi. Se invece pensate di non avere fede, riflettere sul perché non siete credenti. Dio non è maschilista o omofobo come vuole una certa rilettura del Vangelo.

Mi dici un significato della parola amore?
Uso il passaggio della prima lettera ai Corinzi: l'amore è agape, carità (La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine).

Carlo Giovanardi ha parlato dei bacio gay come dell'imbarazzo che si prova quando c'è un nudista in una spiaggia per famiglie. Cosa pensa delle sue dichiarazioni anche in merito alla polemica Ikea?
Gli direi di non andare e frequentare le spiagge per nudisti. In merito all'Ikea e allo scandalo che è nato per quella pubblicità, è Ikea che vive nel mondo reale, con famiglie etero, gay, coppie gay ed etero o single. È realista e ha una visione da imprenditore. È Giovanardi che ha un mondo tutto nella sua testa, ideale, una mentalità retriva, antica.

E cosa pensa di Papa Ratzinger?
Continuando così riporterà la Chiesa indietro di cinque secoli, annullerà qualsiasi progresso.

Maria Vittoria mi chiede quindi perché non c'è una reazione anche in Italia a tutte queste accuse, queste violenze verbali e fisiche. Mi parla di una protesta, di uno sciopero che tutti potrebbero fare (uomini, donne, etero, gay) per far capire una situazione insostenibile. Non le so nemmeno io rispondere, mentre ammetto che forse serve quasi "il morto" perché cambi qualcosa.

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