Si celebra oggi la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia

Si celebra oggi la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobiaOggi è la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, nata nel 2005 e istituita ufficialmente dall'Unione Europea nel 2007. Ideatore della giornata è Louis-Georges Tin e la data scelta è quella odierna perché il 17 maggio 1990 l'omosessualità venne tolta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dall'elenco delle malattie mentali.

Di omofobia si parla spesso; di transfobia meno. Proviamo a chiarire un po' i termini per capire meglio cosa si intende. Ho trovato molto chiara la definizione che dell'una e dell'altra dà Delia Vaccarello nel suo libro Evviva la neve. Scrive la Vaccarello:

Cos'è l'omofobia? Non è solo l'idiosincrasia del singolo verso l'omosessuale, come la parola “fobia” lascerebbe intendere, ma è un raptus spesso sorretto da una collettività. È l'avversione di un individuo che aggredisce insieme agli altri oppure da solo ma nella convinzione di avere dalla sua molti a dargli ragione. Divide le persone che amano in “normali” e “deviate”. Somiglia molto al razzismo, ma non punta il dito contro il colore della pelle, bensì contro il sentimento.

Cosa si intende, invece, per transfobia?

La transfobia, vicina all'omofobia, è un'aggressione rivolta contro coloro che sentono di appartenere a un genere diverso da quello che ci si aspetta sulla base del sesso alla nascita. È una violenza a colpi di parole e comportamenti, che possono spingersi fino all'annientamento. Un'ostilità che non si basa sulla conoscenza delle persone, ma su come si presume siano, in quanto ritenute parte di una “categoria” associata all'ambiguità, alla disonestà, al vizio. È anche frutto della tensione sociale cresciuta negli ultimi anni e assetata di nemici.

E conclude Delia Vaccarello:

Si può non essere d'accordo (ben venga!) ma solo di rado si esprime il dissenso in modo pacato. La dura condanna e il giudizio aspro servono spesso a evitare l'impatto che procura il rapporto con l'altro. Gli aggressori colpiscono il gay, la lesbica, la persona trans per urlare che sono dalla parte giusta, per dire che sono contro. Ma “contro” che cosa? Contro ciò che non conoscono?

Foto | TorinoPride

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