Il prete "pedofilo" di Genova e l'informazione scandalistica


Il caso è delicato e so di percorrere un campo minato, ma di fronte a certi titoli di giornale e certe ricostruzioni è il caso di fare chiarezza. Un prete di Genova, cinquantenne, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale ai danni di un ragazzo di sedici anni: secondo il pubblico ministero, l'uomo approfittava della fragilità dell'adolescente per avere rapporti sessuali, conditi dall'uso di cocaina.

Su tutti i giornali italiani, però, la notizia - con tanto di nome e cognome del sacerdote - è diventata quella dell'arresto di un prete "pedofilo". Ora, qui su Queerblog non siamo e non siamo mai stati teneri con i preti cattolici e ancora meno con i pedofili. Ma nel caso di rapporti sessuali con un soggetto maggiore di 16 anni non si può parlare di pedofilia, in nessun caso.

Le cronache adesso raccontano del prete che frequentava le palestre e le saune di Milano, che organizzava feste a base di coca e invitava ragazzi più giovani di lui, italiani e nordafricani.

Ora: se il ragazzino aveva meno di sedici anni ed era un chierichetto della chiesa, allora la vicenda è ancora più grave e si può effettivamente parlare di pedofilia, visto che la persona maggiorenne aveva un ruolo educativo. Se si tratta invece di un ragazzo con ritardi mentali o fragilità psicologiche, la violenza è ancora più odiosa.

Rimane il fatto che è più corretto riservare il termine pedofilia a chi abusa sessualmente di minori in età prepuberale o nel corso della pubertà: altra cosa, che può essere o no reato come in questo caso, è avere rapporti sessuali con chi ha già compiuto 16 anni.

Poi, ovviamente, rimane da riflettere sulla credibilità di un'istituzione i cui esponenti possono predicare norme restrittive e mortificanti in fatto di sesso, ma poi nella loro vita applicano criteri molto più "flessibili". E non percepiscono nemmeno la contraddizione fra ciò che dicono e ciò che fanno. Ma questa è storia vecchia.

  • shares
  • Mail
19 commenti Aggiorna
Ordina: