Le restrizioni matrimoniali in Israele

In Israele non sono solo gli omosessuali ad aver problemi per sposarsi. Israele, infatti, riconosce i matrimoni – tra gay, interreligiosi, civili o di membri appartenenti a qualsiasi credo religioso – che vengono celebrati in altri paesi, ma la legislazione è molto più restrittiva per la celebrazione delle nozze all'interno dei confini dello stato.

Al momento attuale gli israeliti possono sposarsi con una qualunque delle religioni che abbia una comunità nel Paese (quelle riconosciute sono l'ebraismo, il cristianesimo, l'Islam e i drusi). Questo vuol dire che non sono permessi matrimoni civili, interreligiosi o gay. Se sei ateo o omosessuale o se la tua metà professa un'altra religione, avrai senza dubbio problemi per sposarti.

Così etero e gay si sono uniti per far sì che Israele permetta loro di sposarsi (e divorziare) nel modo in cui preferiscono all'interno dei confini nazionali. È stata lanciata, pertanto, la campagna Free to Marry per chiedere il diritto a scegliere la forma in cui uno vuole sposarsi ed è stato realizzato un video pubblicitario che mostra i vari tipi di matrimonio che non sono permessi in Israele.

Certo, rimane sempre l'opportunità di andare all'estero, sposarsi, tornare in patria e vedere riconosciuta la propria unione. Ma oltre ad essere scomodo (e costoso) per molti, è anche una situazione paradossale che pare non aver poi così tanto senso.

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