Nasce il Network della Croce Rossa Italiana per le persone omosessuali

Per Flavio Ronzi, Presidente del Comitato Provinciale C.R.I. di Roma, “l’omofobia uccide come una malattia. I Principi Fondamentali della Croce Rossa sono la giusta medicina per contrastare ogni forma di discriminazione”.

Nasce il Network della Croce Rossa Italiana per le persone omosessuali

Il comitato provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana ha promosso il Primo Network della C.R.I. per persone LGBTQIA (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer , Intersexual, Asexual). L’idea è quella di aprire le porte dell’Associazione perché diventi “Casa di tutti”. Scopo del network:

sarà di promuovere la C.R.I. come un luogo dove poter sviluppare se stessi, potenziare il proprio ruolo nella società, senza mascherare la propria diversità per la paura di vivere secondo il proprio orientamento sessuale.

Il network era in progetto da tempo ma a seguito del suicidio di Simone si è deciso di avviarlo. Flavio Ronzi, Presidente del Comitato Provinciale C.R.I. di Roma, così spiega il progetto:

Già da qualche mese stiamo lavorando alla costituzione del Network C.R.I. per persone LGBTQIA, ma a seguito dell’ennesimo suicidio di un ragazzo poco più che ventenne che è stato privato della liberà di essere se stesso ci siamo sentiti in dovere di mettere in campo una nostra proposta per contenere il disagio delle persone sole di fronte a fenomeni discriminatori che mettono a rischio la vita.

Il Primo Network della C.R.I. per persone LGBTQIA è attivo da subito e sarà mano a mano sviluppato secondo due direttrici: da un lato promuovere la Croce Rossa Italiana come uno spazio – virtuale o fisico che sia – in cui poter crescere, potenziare il proprio ruolo nella comunità, soprattutto tra i giovani e per i giovani; dall’altro lato il Network intende muoversi per sensibilizzare le istituzioni al fine di garantire il rispetto dei diritti umani delle persone vittime di discriminazioni sessuali, avvalendosi della diplomazia umanitaria per prevenire e ridurre la vulnerabilità in un mondo globalizzato.

  • shares
  • Mail