Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso: "Gay Pride qui? Mai! Danneggiano la libido dei bambini e sono come i rave party!"

giampaolo gobbo

Gian Paolo Gobbo è il sindaco di Treviso e appartenente alla Lega Nord. Votato a tal punto da essere eletto ha rilasciato una bella perla di omofobia. I gay pride nella sua città? Mai e poi mai. Celebrare un orgoglio Lgbt è qualcosa di impensabile:

"Finché sarò sindaco il Gay Pride non si farà mai a Treviso. Certi eccessi possono danneggiare la libido di bambini e adolescenti, come dimostrano alcuni studi che gli psicologi dovranno approfondire, e che riguardano l’evidente crisi di rapporto tra sessi opposti. Essere gay non è un vincolo e ci mancherebbe altro. Ma io sono ancora di quella mentalità per cui la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri, per questo giudico sbagliate manifestazioni come il Gay Pride, perché rappresentano una provocazione, un modo per far vedere che qualcuno può fare tutto quello che vuole, e questo non va bene: ostentare a tutti i costi la diversità come fosse un dono è razzismo al contrario"

Se state iniziando a perdere la pazienza e avete già le mani che picchiettano nervosamente sul vostro portatile è meglio che non proseguiate dopo il salto, per non rischiare un innalzamento improvviso della pressione...

Ecco come continua Gobbo:

"Non premetterei mai il Gay Pride a Treviso. E’ un modello negativo per i bambini, per l’evoluzione culturale e naturale della persona. Andare mascherati sui carri è una carnevalata; gli eccessi e le esagerazioni di certe manifestazioni offrono un modello esasperato che può essere molto negativo per i giovani, che già soffrono un calo di libido, di voglia nel sesso opposto, a causa di internet, della tv e della pornografia. C’è già una netta crisi fra i due sessi, a cui è sbagliato aggiungere l’ostentazione e gli estremismi del Gay Pride, dove al pari dei rave party i giovani arrivano a sfinirsi fisicamente, all’insegna di masochismo e autodistruzione, ma non di un’evoluzione di se stesso"

Gay di Treviso, avete tutta la mia comprensione e il mio sostegno morale... Ecco quello che pensa una persona, eletta primo cittadino, e che dovrebbe salvaguardare il benessere di tutti gli abitanti della sua città. Cittadini di serie A e B? Macché, qui si parla proprio di persone considerate di serie Z, che se vogliono un gay pride in realtà desiderano solamente ostentare, essere estremi e sfinirsi fisicamente.

Esempio di come la gente non capisca come mostrarsi, essere fieri di ciò che si è, sia in realtà solo ostentare. Non lo è. E' quella brutta abitudine di esistere e ricordarlo.

Via | River

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