Uganda: rinviata ma non cancellata la pena di morte per i gay


La legge ugandese sulla pena di morte è stata rinviata; no è stata reintrodotta; no, è stata boicottata dalle parlamentari donne di quel paese, ma sarà discussa venerdì. Non è chiaro l'andamento della vicenda che riguarda la comunità lgbt in Uganda e il Parlamento: quello che è chiaro è che c'è sul tavolo una legge che contempla punizioni severissime per chi promuove o sostiene l'omosessualità (per dire, 7 anni di carcere a chi affitta casa a una persona gay) e persino la pena di morte per gli atti omosessuali.

L'Ong Avaaz - che aveva già lanciato una petizione contro questo disegno di legge - sta diffondendo un nuovo appello, per chiedere al Parlamento ugandese di respingere un'iniziativa così oscurantista e incivile: la petizione - che si può firmare qui - ha superato 1 milione e 300mila adesioni e punta almeno al milione e mezzo in tutto il mondo.

Fa specie che una proposta di legge così disumana e crudele sia sostenuta anche dalla branca locale della Chiesa anglicana: l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha provato a esercitare il suo magistero morale e spingere i confratelli africani a condannare il testo; ma l'ala intransigente sta boicottando da due anni la conferenza mondiale anglicana a Lambeth e sostiene la pena di morte.

A differenza della chiesa cattolica - il cui capo supremo, il Papa, ha l'autorità di ridurre al silenzio e all'obbedienza i fedeli ribelli, compresi i membri della gerarchia - quella anglicana è una comunione di chiese autonome, che non sono tenute a obbedire ad altri se non ai membri stessi della comunità. Fatto sta che tra gli esponenti religiosi ugandesi, solo i cattolici hanno preso posizione contro la legge.

A livello internazione c'è stata una forte mobilitazione non solo delle associazioni lgbt e delle Ong, come Amnesty e Human Rights Campaing, ma anche dello stesso Presidente degli Stati Uniti e del suo Segretario di stato Hillary Clinton; secondo gli ultimi aggiornamenti per adesso la legge non sarà discussa, ma finirà sul tavolo dei nuovi parlamentari.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: