Intervista. Elena Tebano presenta a Queerblog il documentario Diversamente Etero


Questa sera su Italia 1 andrà in onda la seconda puntata di uMan Take Control. Tra i concorrenti c’è Veronica Ciardi, la gieffina che dentro la casa ebbe una relazione con Sarah Nile. Questa storia ha fatto riflettere Elena Tebano, la giornalista che insieme Milena Cannavacciuolo, Chiara Tarfano e alla regista Marica Lizzadro ha realizzato Diversamente Etero, un documentario sulla prima storia "tra donne" della tv italiana e l'effetto che ha avuto su migliaia di telespettatrici. A partire dalla vicenda del Grande Fratello, infatti, Diversamente Etero racconta la rappresentazione delle lesbiche nella televisione italiana, o meglio la loro assenza.

Perché il documentario si intitola “diversamente etero” invece che “lesbiche”?
Perché le protagoniste della prima "storia tra donne" della tv italiana si dichiarano "eterosessuali". Come molte delle loro fan.

Chi sono le fan lesbiche del GF10? Secondo te gli autori del programma tv sapevano della loro esistenza?
Sono donne molto diverse: hanno dai 15 ai 60 anni, provengono da tutte le parti d'Italia, molte non si definiscono lesbiche, anzi, rifiutano qualsiasi definizione. In comune hanno che usano internet.  Gli autori del Gf sapevano di loro, perché hanno fatto di tutto per farsi sentire: scritto e protestato per il modo in cui venivano trattate Sarah e Veronica, mandato aerei con i loro messaggi sulla Casa, partecipato ai programmi di Mediaset.

Sui siti glbtq la cultura gay e pop fatica a trovare uno spazio. Secondo te occuparsi di tv, mass media per eccellenza, significa omologarsi?
Assolutamente no! In Italia c'è un certo disprezzo degli intellettuali per la cultura popolare, che così viene lasciata a chi la sfrutta solo per fini commerciali. Il mondo gay, spesso, soffre di questo snobismo. Io credo che invece dobbiamo prenderla molto sul serio, perché ci fornisce le immagini con cui pensiamo le nostre vite.  Su questo "Il corpo delle donne" ha dato un grande esempio.

Il corpo delle donne ha rivitalizzato un movimento femminista di fatto sopito. Perché le donne eterosessuali non si occupano mai di quelle lesbiche?
Dovresti chiederlo a loro! Immagino che sia anche perché non le conoscono. Per le donne lesbiche è abbastanza facile "nascondersi" per proteggersi dall'omofobia. Ma così si perde anche il diritto di "esistere" e di contare sulla scena pubblica. E alla fine l'invisibilità diventa una parte fondamentale della discriminazione.

Secondo te i media hanno fatto un buon lavoro sulla memoria? Perché quando si parla di lesbiche non si cita più Titti De Simone (prima lesbica eletta in Parlamento)?
Perché Titti De Simone non era abbastanza "mediatica". E anche sulla scena politica, se non ti fai vedere, non esisti. Paola Concia lo sa: e infatti va a Domenica 5 o si fa intervistare su "Chi" con la sua compagna. In "Diversamente etero" chiediamo: "Conosci una lesbica famosa?". Le risposte sono molto divertenti.

In Italia aumentano i documentari glbtq autoprodotti. Improvvisamente l’inverno scorso e Il lupo in calzoncini corti non sono stati realizzati per la tv. Perché questo tipo di produzione è ancora percepita fuori dal mercato dei network?
Noi ci siamo auto-prodotte per mantenere autonomia creativa e di pensiero. L'impressione è che ai network il tema faccia ancora paura. Negli Usa, personaggi gay e lesbiche sono comparsi nelle serie tv, all'inizio, dove tra gli autori c'erano omosessuali dichiarati, che hanno fatto sentire le loro voci. Ora è "normale".

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