Ulla, o altre realtà, incontro a il Cassero

Incontro con Ulla, Selena Benghi e Porpora Marcasciano (MIT Bologna) / Modera Sara De Giovanni (Centro di Documentazione Il Cassero).

Ulla, o altre realtà, incontro a il CasseroTutti conoscono il Cassero, punto di riferimento bolognese e oltre, dove si concentrano tematiche di genere, e dove si discute di diritti civili e orientamenti sessuali. Venerdì 1 novembre, nell'ambito di Gender Bender è previsto una delle conversazioni, intitolata: Ulla, o altre realtà, partecipano Ulla, Selena Benghi e Porpora Marcasciano (del MIT Bologna). Modera Sara De Giovanni , l'appuntamento è a il Cassero LGBT Center, di via Don Minzoni 18, oltre a offrire generi di conforto, come recita la pagina web della serata, offre occasioni di confronto, in cui è possibile discutere frontalmente con quanti si occupano di tematiche LGBT, scambiare saperi e pareri.

Ulla è parte della vita di Selena Benghi, oltre che la persona che l'ha aiutata nelle ricerche, della sua tesi, neo laureata in Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Genova con il prof. Marco Aime.

La loro amicizia, questo riconoscersi è un avvenimento che ha cambia la vita di entrambe, e mette in contatto entrambe con diverse realtà: Quello qui presentato è un estratto/evoluzione delle ricerche svolte, che approfondiscono un percorso ispirato dell’Antropologia del noi-qui-ora.

L’Accademia mi è sempre risultata ostica: le pareti anguste, l’odore di chiuso, le finestre oscurate. Come se, lasciando al di fuori la creatività e l’aria fresca, ne risentisse anche la vivacità necessaria al processo di ricerca. La meccanica degli incontri casuali ha svolto il suo imprescindibile, fatidico, ruolo, facendomi trovare la fioca luce accesa sopra un basso del ghetto genovese e quindi incontrare lui/lei e l’aleph nascosto nei suoi occhi. Ulla, transessuale che svolge il mestiere più antico del mondo, è divenuta, oltre che il centro della mia ricerca, una intera via che si è aperta di fronte a me: ho scoperto nei mesi a seguire come in quei vicoli tortuosi e oscuri, in quei “magazzini” si nascondessero (alla luce del sole e dei neon) moltitudini di anormali normalità, di marginalità tutt’altro che irrilevanti, mutevoli e composte. Nel ghetto (quadrilatero di 270 metri quadrati  più densamente popolato di tutta Genova) travestiti e transessuali condividono lo spazio, con pacifica e schiva convivenza e convenienza, con immigrati, pusher e poliziotti in borghese, vassalli del “traffico delle rose”, famiglie genovesissime originarie del Meridione, studenti, giovani coppie. Questo microcosmo respira e ansima all’unisono.  Ulla è diventata anche mia amica. Di più: è entrata a far parte della mia famiglia inserendosi nella serie di maestri che spesso ho cercato, più frequentemente trovato.

L'incontro si terrà alle 18, l'ingresso è libero.

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