Il vero terzo polo è formato da Ikea, Eataly e EasyJet


La tecnologia risolve i problemi che la politica si trascina da anni. Prima di Google, Youtube e Facebook i Giovanardi potevano rilasciare delle dichiarazioni omofobe convinti di essere esenti da contraddittorio. La maturazione di Internet ha cambiato le regole. I cittadini non aspettano più l’opposizione e tra video virali, flash mob e gruppi Facebook fanno sentire il proprio dissenso.

Prima o poi sarebbe dovuto accadere. Il mercato si sposta dove ci sono le masse. La tolleranza è diventata un’opportunità commerciale importante. Poche ore dopo l’uscita della pubblicità gay-friendly Eataly EasyJet, popolare compagnia area low cost, ha stampato un annuncio per sfottere l’omofobia di Giovanardi.

Nell’ultimo anno i discorsi degli analisti sono stati farciti da teorie sul terzo polo. Il grande centro di Casini, Fini e Rutelli. Il tg la7 di Mentana in alternativa al duopolio della tv generalista. Nessun esperto ha voluto analizzare la pancia dell’impresa.

Una gastroscopia a Confindustria avrebbe sbugiardato in tempi non sospetti le titubanze del Partito Democratico e di tutti i partiti che si fingono gay-friendly. Se anche il mercato, da dove proviene l’attuale (e forse eterno) presidente del Consiglio, è riuscito ad essere più illuminato delle istituzioni tanto vale privatizzare il voto. Altro che papa straniero. Agli italiani serve un amministratore delegato.

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