Andreotti paleozoico

Lo criticano tutti, da ogni parte. Eppure continuano a farlo parlare. Giulio Andreotti si sta guardagnando in questi giorni il titolo di nemico giurato di gay, lesbiche, omosessuali e transessuali.

Non contento di aver dato il colpo di grazia al governo Prodi, Andreotti sui DiCo porta avanti la sua battaglia personale a suon di spauracchi, pregiudizi (anche alludendo a presunte e bieche equazioni tra omosessualità e pedofilia) e aneddotica esemplare. Ribadendo, come era chiaro già al tempo dello scontro Luxuria-Mussolini in campagna elettorale lo scorso anno, che gli schieramenti politici dell'Italia di oggi non vedono più fronteggiarsi fascisti e comunisti (e menomale), ma "fascisti" (o sono i cattolici, o meglio i teodem?) e "froci", ovvero i rappresentati di due linee politiche che si dividono proprio sulla questione omosessuale e che il Corriere della Sera definisce "omofobi" da una parte e "omofili" dall'altra.

Concentrandoci su Andreotti, vi vogliamo riportare qualche perla del suo pnsiero, raccolta ieri in un'intervista dal quotidiano Il Messaggero. Andreotti ha dichiarato:

Sono all'antica e le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna.

Noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e dare la terra ai contadini. Invece, oggi, vogliono dare il contadino al contadino.

Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda.

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