Il prossimo royal wedding sarà gay



Il matrimonio tra Kate e William è un fatto d’attualità. Come molti altri ha la sua componente arcobaleno. Da ieri ci sono le condizioni ufficiali per garantire ai gay di corte gli stessi diritti di cui godono gli eterosessuali. L’abito che Kate ha scelto per il sì è stato disegnato da Sarah Burton, designer di Alexander McQueen, lo stilista gay morto suicida lo scorso anno.

Fino a ieri la griffe era patrimonio di altri eventi pop. Anna Paquin ha indossato McQueen agli Emmy Awards 2010. Altro che distinzione tra borghesia e monarchia. I soldi, e i Middleton lo sanno bene, sono riusciti a limare le differenze sociali. L’unico divario che ancora oggi esiste è quello dell’emancipazione. Kate ha sdoganato a suo modo la storia di una persona che dovrebbe essere sempre presa come esempio per raccontare la cultura gay. Alexander McQueen è stato picchiato dal padre perché omosessuale.

L’abito della sposa non è l’unico elemento che ha ufficializzato un cambiamento. Tra gli invitati dello sposo c’era la coppia John-Furnish. Poco alla volta il cantante e il regista stanno diventando il simbolo di una nuova società. La loro famiglia è un dato di fatto. Nessun sito straniero si è chiesto se Diana o Kate approvino la loro paternità. Per fortuna che questa lacuna è stata colmata da alcuni attenti giornalisti italiani. Altro che Giovanardi.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: