Miguel Bosé come Ricky Martin: la moda dei genitori vip meglio di quella dei politici contro i gay

L’emancipazione dei gay in Italia non fa parte di un dibattito radicato e serio. L’omosessualità è una moda passeggera. Se l’odio contro i gay fosse reale e non solo un argomento politico sviluppato male ogni giorno leggeremmo di episodi omofobi. L’attualità ci ricorda che questo non succede. L’omofobia esplode solo in periodo elettorale. Prima delle elezioni a destra così come a sinistra si fa a gara per essere più intolleranti. Gli astensionisti si convincono in un altro modo.

Parte Berlusconi (Pdl) con la sua battuta sulle lesbiche. Rilancia Giovanardi (Pdl) contro l’Ikea. Giorgio Merlo (Pd) ci tiene a dire che anche lui come Giovanardi odia i gay. Pierluigi Bersani (Pd) non vuole essere considerato gay-friendly e punta al recupero delle radici cattoliche e omofobe del paese. Chiosa Buttiglione (Udc) che tiene sotto scacco i vertici delle aziende pubbliche. Possibile che nessun dirigente dell’Inps si dissoci dal politico e spieghi che la pensione è una maturazione personale. I cittadini gay si pagano la propria così come gli etero. Il vero problema è la reversibilità.

L’unico modo per far passare di moda questa stupida attitudine è valorizzare le nuove tendenze. Ieri, attraverso Facebook, Miguel Bosé ha fatto sapere di essere padre di due gemelli: Diego e Tadeo. Il cantante ha voluto emulare il collega e amico Ricky Martin. La pop star ha fatto coming out solo dopo esser diventato padre.

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