Il bacio gay davanti l’Ikea è più importante del voto, Giovanardi è il figlio dell’astensionismo


Il 5 gennaio 2011 ho scritto un editoriale per Queerblog. In questo articolo sostenevo che l’unico modo per liberarci di Carlo Giovanardi, il sottosegretario omofobo, è provare a ignorarlo. Chi segue l’esponente politico sa bene che le sue boutade ci sono solo in momenti molli: il week end dell’Epifania, il week end pasquale, ...

Giovanardi è l’alibi perfetto per non parlare dei problemi veri del paese. Ai giornalisti evita il lavoro vero, fatto di analisi e spiegazioni. Agli elettori l’ammissione di colpa. Se Giovanardi non si è ancora estinto la colpa è dell’elettorato non certo della sua ignoranza.

Il prossimo sabato, 30 aprile, è stato organizzato un flash mob davanti la sede Ikea di Bufalotta. Un bacio collettivo per opporsi a Giovanardi. Fermo restando che qualsiasi dimostrazione pubblica d’affetto faccia bene alla società credo che per contrastare la politica omofoba si debba fare altro. Il tempo che impieghiamo a baciarci in pubblico dovremmo utilizzarlo per spiegare agli elettori di Giovanardi perché i loro riferimenti sono sbagliati. I baci sono belli ma i confronti sono più utili.

Non dimentichiamoci che la politica non è il mercato anche se di fatto in Italia esiste una mercificazione della pubblica amministrazione. L’intervento di Giovanardi non è solo omofobo. Le sue parole sono l’ennesimo tentativo di manipolare il commercio. La politica, quella seria, dovrebbe occuparsi di occupazione e non del tempo libero dei cittadini. Invece di criticare le multinazionali che funzionano Giovanardi avrebbe dovuto giustificare il silenzio imbarazzante del Governo sul caso Fiat.

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