Carlo Giovanardi contro la pubblicità di due uomini gay, mano nella mano, per Ikea: "È una violenza e un attacco alla nostra Costituzione"

ikea pubblicità gay

A uno sbuffo iniziale di fronte a questa notizia, segue uno sbadiglio per la noia di commenti sempre uguali e quasi omofobi. Ricordate la pubblicità Ikea con due uomini, mano nella mano, e la scritta "Siamo aperti a tutte le famiglie?". Ecco, ha creato un ennesimo caos in questa Italia che sembra risvegliarsi (politicamente) non appena si parla apertamente di gay. A criticare la pubblicità è stato Carlo Giovanardi:

"Contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione. L'Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine 'famiglie' è in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, in polemica contro la famiglia tradizionale, datata e retrograda. A noi piacerebbe una campagna pubblicitaria che dicesse 'siamo aperti all'intera comunità'. Nel senso che i clienti di una multinazionale sono uomini donne anziani giovani senza preclusioni di nessun tipo. Ma diverso è attaccare la Costituzione italiana con tale violenza. Spero che l'Ikea non utilizzi più quell'annuncio per le prossime aperture annunciate in varie città"

Un modo per dire che due uomini, forse gay, sono qualcosa di troppo, di insopportabile e non tollerabile.

Dal fronte Ikea ha risposto Valerio di Bussolo, responsabile delle relazioni esterne per l'Italia:

"La Costituzione stabilisce qual è l'oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court. Quella citata dall'articolo 29, che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, è una delle famiglie. Noi abbiamo a che fare con una realtà quotidiana in continua evoluzione, ci sono tipologie di famiglie molto variegate. Ikea quindi completa e aggiunge altre famiglie della realtà domestica, come quelle delle coppie di fatto, dei single, quelle composte da nonni e nonne. Tutte famiglie, queste, riconosciute anche dall'Istat. La campagna è finita e non rinneghiamo quello che abbiamo scritto"

E io applaudo alle sue parole. Con un sorriso a 32 denti.

Via | TgCom

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