Il giocatore di basket Kobe Bryan insulta l'arbitro con termine omofobo: multa di 100.000 $

Kobe Bryan è al centro della cronaca sportiva in America e non per meriti agonistici. L'uomo, giocatore di basket, è stato espulso dalla partita dall'arbitro per un comportamento irregolare. Una volta sedutosi in panchina era visibilmente nervoso e, inquadrato dalle telecamere, si è sfogato con un "Fucking fag" rivolto proprio a colui che l'aveva allontanato. Fottuto frocio. E' bastato questo insulto ripreso dalle telecamere per creare il caos. Come ammenda, l'uomo dovrà pagare una multa di 100.000 dollari da parte della National Basketball Association. Lui non intende pagare e ha già minacciato di ricorrere in appello.

Le associazioni gay hanno chiesto, a gran voce, delle scuse pubbliche per il termine utilizzato. In America, l'omofobia è condannata duramente, sopratutto in questo periodo, nel quale in molti si stanno attivando per condannare anche il bullismo omofobo, che ha provocato una serie di suicidi tra i giovani. Ma questo caso ha fatto aprire anche diversi punti di vista. C'è chi sostiene la teoria della tolleranza zero e chi, invece, prova a difendere la reazione di Bryan:

"Un mucchio di gente sta condannado Kobe per questo, ma il suo è un linguaggio che molti uomini usano nella nostra società senza sapere veramente cosa significhi e quando sia ignorante e offensivo"

A dire il vero, Kobe, una volta che è nata la polemica pubblica per il suo insulto, ha subito specificato che non ha niente contro i gay e non voleva 'insultarli'. Ma finora è risultato inutile ed è stato condannato a pagare una multa di 100.000$. A leggere queste notizie, sembra davvero incredibile che una persona debba sborsare una simile cifra per un insulto omofobo. Ma sembra incredibile per noi, qua, in Italia. E di fronte a casi del genere, il vero terzo mondo culturale sembra appartenerci totalmente.

Via | CsMonitor

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